Un’elettrizzante volata tra i due grandi rivali e favoriti della vigilia ha deciso il Giro delle Fiandre in questa inedita collocazione autunnale. Mathieu van der Poel ha firmato la sua prima 'classica monumento', battendo di pochi centimetri l’eterno antagonista con cui combatte fin dai primi anni di attività nel ciclocross, Wout van Aert. La corsa è stata però segnata da un episodio che ha tolto di mezzo Julian Alaphilippe, il Campione del Mondo che al debutto in questa corsa stava facendo fuoco e fiamme. Il francese si è dovuto ritirare a 35 chilometri dall’arrivo mentre era al comando con van der Poel e van Aert dopo aver avuto un contatto con una moto che lo ha fatto cadere.

Giro delle Fiandre, anche Battistella in fuga

Il Giro delle Fiandre ha regalato emozioni forti anche in questa veste insolita, in una data autunnale e con un pubblico sparuto al posto della folla oceanica che di solito fa da contorno a questa grande festa del Ciclismo. La corsa si è tenuta su un percorso leggermente accorciato rispetto al solito, e con qualche muro in meno, con l’assenza anche del mitico Grammont. Nelle fasi iniziali si è formata al comando una fuga con Danny van Poppel, Gregor Muhlberger, Gijs van Hoecke, Dimitir Peyskens, Fabio van den Bossche e l’ex iridato under 23 Samuele Battistella.

La corsa si è poi accesa dopo il secondo dei tre passaggi previsti sull’Oude Kwaremont, quando il gruppo ha iniziato a selezionarsi, anche se la vera sfida è partita uscendo dal temibile Koppenberg.

Proprio in vetta Julian Alaphilippe, al debutto in questa corsa così particolare ma apparso pienamente a suo agio, ha lanciato il primo attacco a cui ha risposto Mathieu van der Poel. Un gruppetto inseguitore con anche van Aert, Naesen, Kristoff e Bettiol è riuscito a rientrare, ma nella discesa in pavè dello Steenbekdries Alaphilippe ha forzato nuovamente.

Van der Poel non si è lasciato sorprendere ed ha dato man forte al’azione del Campione del Mondo costringendo van Aert ad uscire allo scoperto. Dopo un’esaltante testa a testa sul Taaienberg van Aert è riuscito a rientrare componendo così al comando un terzetto di fuoriclasse.

Alaphilippe a terra, vince v.der Poel

Van der Poel, van Aert e Alaphilippe hanno trovato subito l’accordo per collaborare e guadagnare terreno decisivo sul gruppetto inseguitore, ma questa fase della corsa ha vissuto un episodio clamoroso. Il terzetto al comando ha superato una moto che procedeva lentamente sul lato destro della strada, ma Alaphilippe, in terza posizione, non ha visto in tempo l’ostacolo ed ha picchiato la spalla contro il bauletto posteriore del veicolo. Il francese è volato rovinosamente a terra e la sua corsa è finita così con un amaro ritiro che provocherà molte discussioni per la manovra del motociclista.

Van der Poel a van Aert hanno così proseguito da soli per gli ultimi 35 chilometri, con il gruppetto inseguitore incapace di riaprire la corsa e distanziato ormai di un minuto.

I due fuoriclasse al comando hanno collaborato perfettamente senza far emergere quella rivalità accesa che li divide da anni. I due ultimi muri, Oude Kwaremont e Paterberg, sono passati in equilibrio, senza veri attacchi da parte di uno o dell’altro, e la corsa si è così decisa allo sprint. Van der Poel ha preso la volata in testa, senza paura, e non si è fatto sorprendere quando appena dopo il cartello dei duecento metri van Aert ha lanciato il suo sprint. Il belga ha affiancato il rivale che però ha resistito e sul colpo di reni ha avuto ragione. Mathieu van der Poel ha così conquistato la sua prima 'classica monumento' davanti al rivale di sempre, mentre Alexander Kristoff ha battuto il gruppetto inseguitore per la terza piazza davanti alla sorpresa Anthony Turgis e Yves Lampaert.

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