Giuseppe Saronni, ex ciclista italiano, interviene nel programma Extratime su Radio 1 Rai. Parla del Ciclismo di oggi in cui, a suo giudizio, Pogacar ha vinto il Tour de France e quindi è il più forte di tutti. Ma parla anche della sua carriera e del fatto che la rivalità con Francesco Moser fosse vera e anche molto più accesa di quello che i giornali scrivevano al tempo.

Saronni: 'Oggi Pogacar è il più forte, ha vinto il Tour de France'

Giuseppe Saronni sostiene, nel corso del programma su Radio 1, che oggi il ciclista più forte è Pogacar che ha vinto il Tour de France. Dice di non vedere ad oggi ciclisti italiani a questo livello ma ci sono tantissimi buoni corridori che, è il suo auspicio, si spera possano fare un bel salto di qualità.

Alla domanda dell'intervistatore su chi somigli oggi a Saronni, il diretto interessato risponde che ci sono tanti ciclisti con queste caratteristiche. Oltre a Pogacar per Saronni vanno citati Evenepoel, Van der Poel, Van Aert. Ma questi, ammonisce Saronni, a differenza di Pogacar devono ancora dimostrare di potere essere in grado di vincere una lunga corsa a tappe.

Saronni parla che del ciclismo dei suoi tempi e di quello di oggi. 'Un tempo si sfruttava la condizione quando c'era, io gareggiavo programmando in base alla forma. Noi correvamo 120-130 manifestazioni all'anno. Oggi loro non possono correrne più di 80 e ci sono metodologie di preparazione molto diverse e specifiche. I ragazzi di oggi si programmano meglio'.

Saronni e la rivalità con Moser: 'Nei bar e nelle strade c'erano un tifo e discussioni incredibili'

Saronni nel corso della trasmissione ha poi parlato della sua rivalità con Francesco Moser. Dice che si tratta di una rivalità che ha acceso grandi discussioni nei bar e nelle strade, c'era un tifo incredibile.

Saronni spiega che è stata una rivalità vera: 'Forse - argomenta Saronni - ancora più accesa di quello che scrivevano i giornali'.

Saronni racconta che veniva percepito come il giovane che andava a disturbare il predestinato Moser. Racconta anche che tifosi di Moser andavano sotto gli alberghi dove stava Saronni con la sua squadra alla vigilia delle gare per non farlo riposare.

Afferma anche che c'era un giornalismo che usava bene i litigi che avvenivano tra lui e Moser fuori dalla corsa. Dice che giocava spesso a punzecchiare Moser che si arrabbiava tantissimo. Racconta che entrambi, parlando dell'altro con i giornalisti, non si citavano mai per nome e cognome ma si chiamavano 'quello là'.

Al mondiale di Goodwood, Moser andò però a tirare per portare Saronni alla volata. Saronni ricorda che l'anno prima a Praga, nonostante lui fosse in buona forma, il mondiale era stato buttato via per rivalità interne: In quella occasione - conclude Saronni - Francesco si è messo a disposizione e abbiamo conquistato un grande succcesso'.

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