In allenamento si sono confrontati tante volte, Jannik Sinner è un allievo di Riccardo Piatti che è stato il primo allenatore di Novak Djokovic. Hanno dunque avuto modo di scambiare in svariate occasioni su un campo da Tennis e tra i due la stima è reciproca. Ora, però, potrebbe essere arrivato il momento di fare sul serio: il 13 aprile Sinner affronterà Albert Ramos-Vinolas nel primo turno del Masters di Montecarlo e, in caso di successo, affronterebbe il fuoriclasse serbo. "Non ci siamo mai affrontati in un match ufficiale e, pertanto, sarebbe fantastico.

Ma ovviamente stiamo a vedere cosa succede", questo il parere del numero uno del mondo che gradirebbe parecchio saggiare in una partita vera la crescita di un giovane sul quale ha sempre detto un gran bene.

'Jannik è in buone mani'

Riccardo Piatti è una garanzia se, ovviamente, c'è il talento alla base e questo Nole lo sa molto bene. "Riccardo è stato il mio primo allenatore - ha detto, intervistato da Ubaldo Scanagatta - dunque Jannik è in buone mani. Negli anni passati ci siamo allenati molto insieme, quest'anno sinceramente è accaduto di rado. Abbiamo giocato sia sulla terra battuta che sul cemento, devo dire che è un gran lavoratore oltre a essere un ragazzo simpatico". Sulle sue prospettive ai vertici del tennis mondiale, Djokovic è pronto a scommettere.

"Non gli manca davvero nulla per essere un campione ed è uno che si allena davvero molto bene circondato da uno staff di altissimo livello". Il 18 volte vincitore di Slam si esprime anche sulla recente finale del Masters 1000 di Miami persa da Sinner contro Hubert Hurkacz. "Per il momento è stato il clou della sua carriera, non è andata bene, ma lui è già molto continuo come rendimento.

Nei tornei Atp 250 o 500 arriva sempre ai quarti o in semifinale e non è certamente uno che si accontenta. Ha fame e si vede".

Sinner: 'Sto cercando di imparare dai miei errori'

Anche Sinner è tornato sulla finale persa a Miami in una recentissima intervista. "Certe cose non puoi vederle mentre giochi - ha sottolineato il giovane altoatesino - ma nel momento in cui ti rivedi pensi che potevi farle meglio.

In quella partita potevo giocare meglio molti più punti, credo però che quando vai in finale e hai 19 anni o vinci o cerchi di migliorare. Io sto cercando di imparare dai miei errori e far meglio nelle prossime partite". Ma parlare con il senno di poi, alla fine, ha poco senso e Sinner giudica l'esperienza a Miami "Positiva anche se ho perso la finale, ma certo dopo aver giocato è facile parlare delle cose che potevano andar meglio. Ho giocato comunque diverse buone partite superando molte difficoltà, ma perdere in finale fa male".

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