Il tema della sicurezza durante le corse di ciclismo resta al centro del dibattito e sono ancora diverse le misure che si possono prendere per migliorarla. A riguardo ha parlato l’ex corridore professionista olandese Tom Dumoulin, che durante un’intervista con José De Cauwer per Het Nieuwsblad, ha espresso diverse considerazioni su quali interventi andrebbero fatti.
In particolare Dumoulin ha fatto una proposta riguardante le luci sulle bici: “Avere una piccola luce rossa che si accende sul retro quando si frena farebbe sicuramente la differenza”.
Secondo il cronoman olandese il fanale posteriore con sensore freno come su auto e moto, dovrebbe quindi essere messo anche sulle bici da corsa, per poter segnalare al resto del gruppo la frenata e migliorare quindi la sicurezza.
L’altra proposta riguarda l’utilizzo di tute protettive apposite, in grado di proteggere al meglio i corridori in caso di cadute e ridurre quindi lesioni e abrasioni causate dall’impatto sull’asfalto. Per Dumoulin infatti “è sicuramente scomodo correre con imbottiture su spalle e fianchi, ma l'industria dovrebbe essere in grado di realizzare delle tute che siano sia sicure che comode”.
Tom Dumoulin: ‘Da professionista avevo imparato a reprimere la paura’
Proseguendo nell’intervista con José De Cauwer per Het Nieuwsblad, l’ex professionista Tom Dumoulin ha raccontato un fatto recentemente accaduto che dimostra come il ciclismo sia uno sport in cui si debba sempre considerare i rischi e i pericoli delle gare.
L’olandese la scorsa settimana ha partecipato ad una corsa gravel amatoriale negli Stati Uniti, in cui ha raccontato di aver avuto paura durante la prima discesa, in quanto c’erano corridori che lo superavano da ogni parte, senza controllo. Per questo Dumoulin si è reso conto di un fattore da considerare quando si parla di corridori professionisti e sicurezza stradale: "Come ciclista avevo imparato a reprimere la paura, bloccando ogni stimolo, ma in una gara amatoriale non ero pronto a farlo”.
La carriera di Tom Dumoulin
Tom Dumoulin è stato corridore professionista dal 2012 al 2022, in cui ha fatto valere le proprie capacità da passista e da cronoman per questo veniva soprannominato la Farfalla di Maastricht, in riferimento alla città olandese in cui è nato.
Il successo che lo ha reso noto al grande pubblico è stato la conquista della maglia rosa al Giro d'Italia del 2017. Ha poi ottenuto numerose vittorie nelle cronometro, laureandosi campione del mondo in questa specialità nel 2017, vincendo l’argento alle Olimpiadi di Rio 2016 e Tokyo 2020, oltre a tre tappe al Tour de France e due alla Vuelta a España.