Victoria Mboko, 19 anni, conquista per la prima volta gli ottavi di finale agli Australian Open, superando la danese Clara Tauson con il punteggio di 7‑6, 5‑7, 6‑3. Al prossimo turno affronterà la numero uno del mondo, Aryna Sabalenka, che ha avuto la meglio su Anastasia Potapova in due tie‑break molto combattuti.

Mboko, un debutto da ricordare

La giovane canadese, alla sua prima partecipazione a Melbourne, ha mostrato grande determinazione nel terzo turno contro Clara Tauson, testa di serie numero 14. Dopo aver vinto il primo set al tie‑break, ha ceduto il secondo, ma ha saputo reagire nel decisivo, chiudendo 6‑3 e assicurandosi così un posto nella seconda settimana di uno Slam per la prima volta.

Un debutto da incorniciare per la diciannovenne.

Sabalenka avanza, ma con fatica

Aryna Sabalenka, due volte campionessa agli Australian Open, ha dovuto lottare duramente contro Anastasia Potapova, n. 55 WTA. La bielorussa ha vinto 7‑6(4), 7‑6(7) dopo due ore e due minuti di gioco, salvando quattro set point nel secondo tie‑break. «Anni fa avrei perso una partita così», ha ammesso Sabalenka, elogiando l’avversaria: «Ha giocato un tennis incredibile, ero sempre sotto pressione. Ci sono giorni in cui devi solo lottare e cercare di rimettere la palla dall’altra parte. Oggi, con l’esperienza, ho imparato che non importa davvero come ti senti: conta la mentalità, la forza di restare in partita con la testa e rimandare la palla di là, in qualunque modo, continuando a lottare».

Esperienza contro talento emergente

Il prossimo match vedrà contrapposte due realtà diverse: da un lato la solidità e l’esperienza di Sabalenka, dall’altro la freschezza e la fiducia di Mboko, che ha già vinto due titoli WTA (a Montreal e Hong Kong) e disputato una finale la settimana scorsa ad Adelaide. Sarà un confronto generazionale interessante.

Sabalenka ha esteso la sua striscia vincente a Melbourne a 23 partite, confermando la sua solidità nei grandi tornei. Mboko, invece, è la prima canadese a raggiungere gli ottavi agli Australian Open dai tempi di Eugenie Bouchard nel 2015.