Francesco Maestrelli ha affrontato Novak Djokovic nel secondo turno degli Australian Open 2026, alla Rod Laver Arena, cedendo per 6‑3, 6‑2, 6‑2. Il giovane pisano, al debutto in un tabellone principale di uno Slam dopo aver superato le qualificazioni, ha definito l’esperienza preziosa e ricca di insegnamenti.
L'incontro con Djokovic
Al termine del match, Maestrelli ha dichiarato in conferenza stampa: “A fine partita, stringendogli la mano, gli ho detto ‘grazie per la lezione’ e lui mi ha risposto ‘grazie a te, perché è stata una buona partita’. Mi ha detto di essersi divertito a giocare contro di me e anch’io mi sono divertito.
È stato quasi un miracolo restare in campo il più a lungo possibile su un campo così fantastico. È stato bellissimo”.
Il giovane azzurro ha aggiunto, con un sorriso: “Basta, ho dato tutto, non ce la faccio più a parlare in inglese”. Ha poi descritto l’impatto emotivo della giornata: “È stata un’emozione incredibile entrare in campo: c’erano tantissime persone. Ho provato a concentrarmi su me stesso, anche se lui è una persona incredibile. Nonostante il risultato, secondo me ho fatto una buona prestazione. Ho cercato di restare attaccato alle mie idee di gioco, a quello che avevamo studiato con il mio team, e in parte ci sono riuscito. Chiaramente, quando lui alza il livello, ti dà l’impressione che nulla possa andare, almeno per me, ma penso anche per tanti altri”.
Il rammarico e le prospettive future
Non è mancato un pizzico di rammarico: “Sono contento, ma allo stesso tempo mi girano un po’ le scatole, perché non mi piace perdere. Non esco dal campo solo felice di aver giocato contro uno come lui: mi sarebbe piaciuto vincere. Però penso che sia un buon punto di partenza. È stata una bellissima esperienza”.
Guardando al futuro, Maestrelli ha mantenuto i piedi per terra: “Per quanto riguarda le aspettative per questa stagione, in realtà non ne ho. Tutto quello che è arrivato, sia in questo torneo sia nell’ultima parte dell’anno scorso, è frutto del lavoro quotidiano. Non cambierà nulla: quando tornerò, continuerò a lavorare sulle stesse cose per fare sempre un po’ meglio”.
Ha poi sottolineato l’indicazione ricevuta dal campione serbo: “Oggi Novak mi ha dimostrato che ci sono ancora tanti margini di miglioramento. Tante cose le posso e le devo fare meglio per alzare il mio livello”. Sulla programmazione, ha aggiunto: “Non avrò aspettative, solo margini di miglioramento. Penso che giocherò un paio di Challenger e poi decideremo il resto. So che la classifica è cambiata, ma non la guardo mai. La vedrò quando sarà il momento”.
Infine, un passaggio sul percorso personale: “Ho dovuto affrontare un periodo sia personale sia professionale per mettere insieme i pezzi e costruire una personalità più forte e più stabile. Oggi questo percorso è molto più avanti rispetto a tre o quattro anni fa”.
E ha indicato i momenti che porterà sempre con sé: “La qualificazione e la prima partita vinta al quinto set sono ricordi speciali. Ma anche questa partita: quando giochi contro uno così, il più vincente di sempre, capisci il livello. Non è che non ti fa giocare: io mi sono sentito in campo, ci credevo. Non alla pari, ovviamente, ma neanche fuori partita. Questo ti dà fiducia”.