Il Rapporto Sport 2025, presentato oggi al Foro Italico, rivela che lo sport in Italia ha generato un valore aggiunto di 32 miliardi di euro, corrispondente all’1,5% del PIL. Questo dato segna un incremento del 30,1% rispetto all’anno precedente. Il settore ha inoltre creato 421mila posti di lavoro, con un aumento del 2% rispetto al 2022.

Nel 2024, 38 milioni di italiani hanno adottato uno stile di vita attivo, portando il tasso di sedentarietà al minimo storico del 33,2%. Rispetto all’anno precedente, un milione di cittadini ha scelto di praticare attività fisica, abbandonando la sedentarietà.

Infrastrutture sportive: un patrimonio da rinnovare

L’Italia dispone di 78mila impianti sportivi e 114mila spazi dedicati allo sport. Tuttavia, un dato critico emerge: oltre il 40% delle strutture risale agli anni Settanta e Ottanta. Questa situazione rende urgente un piano di rigenerazione e riqualificazione per ammodernare il patrimonio esistente.

Il valore sociale dello sport e le prospettive future

Il Rapporto, promosso dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e realizzato dall’Icsc e da Sport e Salute, sottolinea la crescente percezione dello sport come leva fondamentale per il benessere collettivo e la coesione sociale. Il calo della sedentarietà e l’incremento della pratica sportiva sono chiari indicatori di un cambiamento culturale in atto nel Paese.

Dati confermati e nuove evidenze

Un’analisi indipendente conferma i principali dati emersi dal Rapporto: il valore aggiunto di 32 miliardi di euro, l’incidenza dell’1,5% sul PIL, i 38 milioni di cittadini attivi e il minimo storico della sedentarietà al 33,2%. Emergono inoltre dati significativi sulla pratica sportiva continuativa, che coinvolge il 28,6% della popolazione (circa 16,4 milioni di persone), con una crescita particolare tra bambini e over 65. Si registrano inoltre 12,3 milioni di tesserati per organismi sportivi. Il 70% degli impianti sportivi è di proprietà pubblica, con i Comuni che svolgono un ruolo protagonista nella loro gestione.