È iniziata la fase cruciale della preparazione al Mondiale di Formula Uno 2026: da mercoledì 11 a venerdì 13 febbraio, sul circuito di Sakhir in Bahrain, si svolgono i primi test ufficiali pre-stagionali, dopo lo shakedown blindato di Barcellona. Le sessioni si terranno secondo il programma stabilito dagli organizzatori, con accesso al pubblico previsto solo negli ultimi due giorni di ciascuna sessione.

Questa fase rappresenta il primo vero banco di prova per le monoposto nella loro configurazione definitiva, quella che sarà impiegata nel Gran Premio d’Australia, gara d’apertura del campionato.

Dopo le prove iniziali a Montmelò, dove non erano presenti tutte le scuderie, a Sakhir si potrà finalmente osservare l’intero schieramento in azione, in condizioni climatiche più estreme rispetto alla Catalogna.

Il programma dei test e le aspettative tecniche

Il calendario prevede tre giornate di test con chilometraggio libero e presenza dei media. I team potranno alternare long run, simulazioni di gara e prove di raffreddamento. Si tratta di una fase in cui emergono i primi segnali sull’affidabilità delle nuove power unit e sulla validità delle scelte aerodinamiche adottate per la stagione 2026.

Contesto e protagonisti

Dal confronto con lo shakedown di Barcellona emerge un quadro tecnico ancora parziale.

L’attenzione è rivolta a tutte le principali scuderie, che a Sakhir avranno l’opportunità di mostrare i progressi compiuti durante l’inverno. In particolare, si attende con interesse il debutto della nuova Aston Martin, firmata dal direttore tecnico Adrian Newey, che a Montmelò è stata vista solo in configurazione provvisoria.

Questi primi test a Sakhir rappresentano dunque il vero inizio della stagione 2026: tre giorni intensi in cui si inizierà a delineare la gerarchia tra i team e a capire chi ha interpretato meglio la rivoluzione tecnica in corso.