Paolo Lorenzi, ex tennista italiano e attuale direttore degli Internazionali d’Italia, ha offerto un’analisi puntuale sulle qualità di Jannik Sinner rispetto a Carlos Alcaraz, soffermandosi in particolare sulla gestione del quinto set. Il commento è arrivato al termine degli Australian Open, nel corso di un intervento a Tennis Talk su SuperTennis.
Il quinto set: momento cruciale
Lorenzi ha evidenziato come, nel quinto set, “entrano in gioco diversi fattori. Perché poi molto di quello che hai preparato prima della partita e certi valori vanno via.
La partita diventa una battaglia e perdi un po’ la bussola. Alla fine cerchi di affidarti più alle sensazioni su quello che devi fare. Magari lui, in quel momento, vuole anche rimanere troppo in linea, pensa ancora troppo a quello che potrebbe succedere e non si lascia andare”.
La capacità di adattamento di Sinner
Secondo Lorenzi, Sinner sta lavorando molto sulla gestione delle energie, ma “ancora durante la partita non riesce a riconoscere perfettamente il momento in cui rallentare e quello in cui accorciare gli scambi. Poi un conto è farlo nei tornei indoor perché vuoi arrivare in finale meno stanco, un conto è negli Slam. Anche perché le partite le devi vincere”.
Nonostante queste osservazioni, il giudizio complessivo su Sinner resta estremamente positivo.
Lorenzi ha affermato: “Penso che Jannik sia di un altro livello, rispetto a Carlos Alcaraz e a tantissimi altri tennisti e penso che questo faccia la differenza nel lungo periodo. La carriera può diventare lunghissima, e l’ha dimostrato Djokovic, arrivando in una finale Slam a 39 anni per quello che ha fatto negli ultimi dieci o quindici anni. Poi, come ha fatto vedere dopo la finale del Roland Garros, riesce a fare sempre un salto di qualità dopo grandi sconfitte o delusioni. Lui ha una qualità nel migliorare sui dettagli che, a parte Nole, non avevo mai visto”.
Sinner e Alcaraz: un confronto nel contesto indoor
Paolo Lorenzi ha spesso sottolineato la superiorità di Sinner in condizioni indoor, evidenziando la sua precisione nei tempi e nelle scelte, mentre Alcaraz tende a commettere errori nei momenti decisivi.
In passato, Lorenzi ha spiegato che “A Torino non mi aspetto che Alcaraz sia ancora al livello di Sinner. Oggettivamente Sinner in condizioni indoor ha dei tempi migliori, ha più qualità quando colpisce, è sempre dietro alla palla, non sbaglia mai una scelta, è come se ci fosse nato… Invece per Alcaraz nei momenti importanti arrivano sempre dei piccoli difetti nelle scelte” e che “quando si gioca indoor le variabili sono minime… questo un po’ lo frena nel far vedere questa sua caratteristica che è fenomenale”.
Questa visione conferma e amplia il giudizio espresso oggi: non solo Sinner eccelle nella gestione del quinto set, ma possiede anche una capacità innata di adattamento e miglioramento nei dettagli, qualità che, secondo Lorenzi, lo pongono su un piano superiore rispetto ad Alcaraz nel lungo periodo.