Un’Italia tenace piega la Scozia nel fango dell’Olimpico. Gli Azzurri creano il break nel primo quarto e resistono fino al fischio finale. In una Roma resa fangosa da una pioggia insistente, l’Italia ha inaugurato il Sei Nazioni 2026 con una vittoria sofferta ma meritata contro la Scozia allo Stadio Olimpico. Gli Azzurri hanno costruito il break decisivo nel primo quarto e, nonostante la pressione avversaria, hanno saputo gestire il vantaggio fino al fischio finale.

Primo tempo: Italia incisiva e concreta

I primi minuti vedono la Scozia in controllo del possesso e del territorio, ma l’Italia resiste con ordine.

Al primo possesso azzurro, Juan Ignacio Brex esegue un calcetto preciso che Louis Lynagh raccoglie e trasforma in meta, portando il punteggio sul 5‑0. Poco dopo, Zambonin ruba una touche nei 22 scozzesi e, al 14’, Lynagh riceve un pallone aereo difficile, lo controlla e serve Menoncello che segna indisturbato, allungando sul 12‑0.

La Scozia reagisce e, al 24’, Jack Dempsey sfonda centralmente accorciando sul 12‑7. L’Italia, fallosa, subisce l’arbitraggio fiscale, ma al 32’ un fallo scozzese riporta gli Azzurri in attacco e Paolo Garbisi centra i pali per il 15‑7. La mischia azzurra domina e l’Italia chiude il primo tempo con un vantaggio di otto punti.

Ripresa: sofferenza, ma resistenza e tenuta difensiva

La ripresa si apre con una corsa di Menoncello che sfiora la meta, ma viene fermato da un tenuto. La Scozia risale e, al 47’, Russell trasforma una punizione per il 15‑10. Il terreno scivoloso favorisce il gioco al piede, e al 50’ Garbisi allunga sul 18‑10. La Scozia continua a spingere: al 67’ Horne segna una meta dalla maul, riducendo il distacco a 18‑15.

L’Italia fatica con la palla in mano, ma alza un muro difensivo e conquista una touche in attacco a due minuti dalla fine. Nell’ultimo possesso scozzese, dopo trenta fasi, gli Azzurri forzano la maul e chiudono il match con una vittoria di cuore.

Contesto e precedenti

La vittoria dell’Italia contro la Scozia rappresenta un esordio convincente nel Sei Nazioni 2026, confermando la crescita del gruppo guidato da Gonzalo Quesada.

Il match si è svolto in condizioni meteorologiche avverse, che hanno reso il campo estremamente scivoloso e complicato la gestione del gioco. La capacità degli Azzurri di creare un break iniziale e di resistere alla rimonta scozzese testimonia una maturità crescente della squadra.