Craig Tiley è stato nominato nuovo Chief Executive Officer della United States Tennis Association (USTA). Questo passaggio segna un momento di grande rilievo nel panorama tennistico internazionale. Dopo quasi vent’anni ai vertici di Tennis Australia, dove ha ricoperto i ruoli di direttore degli Australian Open dal 2006 e di CEO dal 2013, Tiley si prepara a iniziare la sua nuova avventura negli Stati Uniti, pur mantenendo un ruolo di transizione con il board australiano nei prossimi mesi.

Una carriera segnata da innovazione e crescita

Tiley ha trasformato l’Australian Open in uno Slam all’avanguardia, un modello di innovazione, sostenibilità e attrattività commerciale.

La sua leadership ha consolidato il torneo come punto di riferimento non solo sportivo, ma anche gestionale. Il suo passaggio alla USTA rappresenta un movimento non scontato: lascia un torneo al massimo della sua espressione per affrontare una sfida ancora più ambiziosa.

Obiettivi ambiziosi per il tennis americano

Brian Vahaly, presidente del consiglio direttivo della USTA, ha sottolineato come la priorità fosse individuare “il leader giusto per accelerare la crescita della partecipazione e raggiungere quota 35 milioni di giocatori entro il 2035”. In questa visione, Tiley è descritto come una figura rara, capace di coniugare credibilità globale ai massimi livelli e attenzione concreta allo sviluppo di base.

Tiley ha dichiarato di sentirsi “profondamente onorato” di assumere l’incarico, ricordando come il tennis americano abbia avuto un ruolo fondamentale nella sua formazione personale e professionale. Prima di approdare ai vertici dirigenziali, infatti, ha costruito una carriera di grande successo come allenatore universitario: dal 1994 al 2005 ha guidato la squadra maschile dell’University of Illinois al titolo nazionale NCAA Division I nel 2003, con un record di 32 vittorie e nessuna sconfitta.

Transizione ordinata e sfida aperta

Nei prossimi mesi, Tiley inizierà ufficialmente il suo incarico negli Stati Uniti, pur mantenendo un ruolo di transizione con il board di Tennis Australia per garantire un passaggio di consegne ordinato tra due vere e proprie “corazzate” del tennis internazionale.

Il suo ciclo australiano sembra giunto al termine, ma ora si apre una sfida forse ancora più ardua: valorizzare fino in fondo l’enorme potenziale economico e mediatico del tennis statunitense, sfruttando gli US Open come piattaforma di ispirazione globale.

Il contesto internazionale del tennis

La USTA prevede che Tiley guiderà l’organizzazione in un momento di forte crescita: nel 2025 il tennis negli Stati Uniti ha raggiunto 27,3 milioni di praticanti, segnando il sesto anno consecutivo di aumento. L’obiettivo è arrivare a 35 milioni entro il 2035. Il suo ruolo sarà cruciale per consolidare questa tendenza e sfruttare il potenziale degli US Open come leva di sviluppo.

In Australia, sotto la sua guida, il tennis è diventato il secondo sport più praticato dopo il calcio, con una crescita dell’8,3 per cento nel 2025.

Inoltre, negli ultimi cinque anni, le prenotazioni online dei campi sono triplicate, la partecipazione complessiva è aumentata del 30 per cento, la membership degli allenatori è cresciuta del 44 per cento e quella delle allenatrici del 60 per cento, raggiungendo il 33 per cento del totale.