Remco Evenepoel ha scritto una nuova pagina della sua carriera, conquistando per la prima volta l'Amstel Gold Race. Il campione del mondo a cronometro si è imposto con autorità in una volata definita “senza storia” sul danese Mattias Skjelmose, prendendosi una meritata rivincita. L'anno scorso, infatti, Skjelmose aveva saputo approfittare della rivalità tra Evenepoel e Tadej Pogacar per aggiudicarsi la vittoria. Questa volta, in un testa a testa avvincente, il duello si è risolto negli ultimi mille metri sul rettilineo finale di Valkenburg. Evenepoel ha strategicamente lasciato a Skjelmose l'onere di lanciare lo sprint, per poi superarlo con una progressione inarrestabile.
La corsa, svoltasi sulle impegnative strade olandesi, ha visto la sua fase più calda accendersi a circa quarantacinque chilometri dal traguardo. È stato il francese Roman Gregoire a sferrare il primo attacco significativo sul temuto Kruisberg, operando una netta selezione tra i migliori. Purtroppo, la discesa successiva allo strappo è stata teatro di una caduta che ha coinvolto Kevin Vauquelin e, in modo più grave, Matteo Jorgenson, uno dei favoriti della vigilia, costretto al ritiro dolorante. Anche Huub Artz è rimasto coinvolto nell'incidente. Nel frattempo, un terzetto di inseguitori si è lanciato all'inseguimento dell'ultimo superstite della fuga mattutina, un eccellente Marco Frigo, che ha dimostrato grande tenacia chiudendo poi al decimo posto, riuscendo a mantenere le ruote dei primi.
Evenepoel e Skjelmose: il duello finale
Il momento decisivo della gara si è consumato al penultimo passaggio sul Cauberg, dove Roman Gregoire ha definitivamente perso il contatto con il duo di testa, lasciando a Evenepoel e Skjelmose la scena per la vittoria finale. I due si sono studiati attentamente fino al rettilineo conclusivo di Valkenburg, dove il belga ha dimostrato tutta la sua superiorità, imponendo un ritmo insostenibile per l'avversario. La sua vittoria è stata così netta da essere descritta come “una volata senza storia”. Sul podio, a completare il terzetto dei migliori, è salito il francese Benoît Cosnefroy, giunto con un distacco significativo dai primi due.
Nel post-gara, Evenepoel ha accennato alla possibilità di saltare la prossima Freccia Vallone.
L'obiettivo sarebbe recuperare energie preziose in vista della Liegi-Bastogne-Liegi, dove si preannuncia un'altra epica sfida con Tadej Pogacar e il giovane talento Paul Seixas. Anche la corsa femminile ha regalato emozioni, con la sorprendente vittoria della spagnola Paula Blasi. La 23enne iberica ha sferrato l'attacco decisivo sul penultimo Cauberg, cogliendo di sorpresa le big del gruppo e tagliando il traguardo in solitaria. Dietro di lei, Kasia Niewiadoma ha regolato Demi Vollering per il secondo posto, mentre l'italiana Letizia Paternoster ha conquistato una lodevole quarta piazza nello sprint del gruppo principale.
La 60ª edizione dell'Amstel Gold Race
L'Amstel Gold Race, giunta alla sua sessantesima edizione, ha rappresentato il primo e attesissimo appuntamento del prestigioso trittico delle Ardenne.
La settantaseiesima vittoria in carriera di Evenepoel ne conferma il ruolo di assoluto protagonista nelle classiche di primavera, consolidando la sua posizione tra i grandi del ciclismo. Mattias Skjelmose, vincitore dell'edizione 2025, ha dovuto arrendersi solo allo strapotere del belga in questa occasione, dimostrando comunque grande forma. Il piazzamento di prestigio di Marco Frigo nella top ten ha aggiunto un tocco di orgoglio italiano alla competizione. La gara, caratterizzata da un percorso estremamente selettivo e da numerosi colpi di scena, ha offerto uno spettacolo di altissimo livello, mantenendo viva la ricca tradizione della classica olandese e appassionando gli amanti del grande ciclismo.