Il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, ha annunciato che diciotto club su venti hanno espresso il loro sostegno a Giovanni Malagò come possibile candidato alla presidenza della Figc. L’indicazione è giunta nel corso di una conferenza stampa tenuta a Milano, dove Simonelli ha chiarito che «la palla è in mano a Malagò», il quale dovrà ora valutare e formalizzare la propria candidatura.
Simonelli ha precisato che le due società che non hanno manifestato il loro appoggio, Lazio e Verona, lo hanno fatto non per una mancanza di fiducia nella figura di Malagò, bensì per una questione di metodo.
«A questo punto, come Lega di Serie A, faccio tutti i migliori auguri a Malagò, esprimo i migliori auspici per il successo della competizione elettorale», ha aggiunto il presidente.
Il percorso verso la presidenza FIGC
Simonelli ha inoltre annunciato che Malagò sarà invitato il prossimo 20 aprile per prendere visione del programma elaborato dalla Lega Serie A, un documento che sarà successivamente integrato con le sue proposte. In seguito, Malagò dovrà confrontarsi con le altre componenti federali, sciogliere le riserve e depositare ufficialmente la sua candidatura.
Contesto e scenari futuri
La scelta della Lega Serie A rappresenta un passaggio fondamentale nel processo di selezione del nuovo presidente della Figc, succeduto alle dimissioni di Gabriele Gravina.
L’appoggio compatto della maggioranza dei club del massimo campionato conferisce a Malagò un ruolo di primo piano nella corsa elettorale, che culminerà con le elezioni previste per il 22 giugno.
In vista di questo importante appuntamento, la Lega Serie A si propone di presentare un candidato forte e ampiamente condiviso, in grado di rappresentare efficacemente le istanze delle società e di guidare il rilancio del calcio italiano.
Le posizioni dei club e le prospettive
I club della Serie A intendono trasformare il proprio peso elettorale, accresciuto dal dodici al diciotto per cento, in un’occasione concreta per diventare la forza motrice del sistema calcio nazionale. Giovanni Malagò è emerso come il nome principale, considerato un profilo capace di unire conoscenze e managerialità.
Tuttavia, alcuni club di medie e piccole dimensioni, insieme alla Lazio, hanno espresso riserve, manifestando il timore che la sua elezione possa comportare una riduzione delle squadre in Serie A e sottolineando l’esigenza di un dialogo costruttivo con le istituzioni politiche.