Jannik Sinner, Aryna Sabalenka e Novak Djokovic sono tra i principali tennisti che hanno acceso il dibattito sulla ripartizione dei ricavi nei tornei del Grande Slam. La loro richiesta è chiara: maggiore rispetto e una quota più equa dei premi. Nelle ultime settimane, la discussione si è intensificata, portando alla concreta possibilità di un boicottaggio del Roland-Garros da parte dei giocatori di vertice.

I tennisti chiedono maggiore trasparenza e giustizia nella distribuzione dei ricavi generati dagli eventi più prestigiosi. Ritengono che l'attuale percentuale destinata ai premi sia insufficiente rispetto agli introiti complessivi.

Sinner e altri top player evidenziano come la crescita dei ricavi dei tornei non sia stata affiancata da un adeguato aumento dei compensi per gli atleti.

Boicottaggio: le posizioni dei tennisti

La possibilità di un boicottaggio del Roland-Garros è apertamente dibattuta. Aryna Sabalenka ha confermato che la minaccia di non partecipare resta un'opzione, mentre Novak Djokovic ha invocato un cambiamento strutturale nella gestione dei ricavi. Sinner, portavoce della richiesta di equità, ha enfatizzato l'importanza di un fronte comune tra i tennisti.

Madison Keys, campionessa dell’Australian Open 2025, si è detta "preparata" a boicottare un torneo del Grande Slam per la disputa sui premi. Keys ha rivelato che "molti giocatori hanno unito le forze e concordato che, se un boicottaggio sarà necessario, allora lo attueremo".

Ha espresso la speranza che non si arrivi a tanto, ma ha elogiato la disponibilità di "così tanti giocatori, soprattutto i più giovani, pronti a lottare per l’interesse collettivo dei tennisti".

Reazioni e contesto della protesta

Il dibattito sul boicottaggio è stato riacceso da Sabalenka a inizio torneo di Roma. Non tutti i giocatori, però, condividono la stessa linea. Iga Swiatek ha definito il boicottaggio "una situazione un po’ estrema", auspicando un dialogo costruttivo con gli organizzatori degli Slam. Alexander Zverev ha affermato che tra i suoi contatti non si è parlato di boicottaggio, mentre Emma Raducanu ha escluso categoricamente l'adesione.

Il Roland-Garros ha annunciato un montepremi record di 61,7 milioni di euro per il 2026, in aumento del 9,5% rispetto al 2025.

Nonostante ciò, questa crescita è ritenuta insufficiente. I ricavi del torneo sono aumentati del 14% anno su anno, mentre la quota destinata ai premi è salita solo del 5,4%. Ciò porta la percentuale dei ricavi per i giocatori al 14,3%, ben al di sotto del 22% richiesto e inferiore anche al 15,5% del 2024.

La ripartizione dei ricavi e la possibilità di un boicottaggio rimangono temi centrali nel dibattito tennistico internazionale. I giocatori si mostrano determinati a ottenere condizioni più eque e una maggiore considerazione dagli organizzatori dei tornei più importanti.