È partito il valzer delle panchine che apre un’estate di mercato particolarmente calda. Al centro della scena, il Milan ha avviato un repulisti drastico, esonerando figure chiave come Allegri, Furlani, Tare e Moncada. In questo scenario di profondo cambiamento, il presidente Cardinale ha scelto di mantenere Ibrahimovic, il quale, tuttavia, si allontanerà temporaneamente dal club durante i mondiali per ricoprire il ruolo di commentatore per Fox Sports. La ricerca di un nuovo tecnico per i rossoneri si rivela complessa: il basco Iraola ha declinato l’offerta, mentre Rangnick è considerato per la posizione di direttore tecnico, con la scelta dell’allenatore – tra i nomi di Jaissle, Xavi o Pochettino – ancora in sospeso.

Parallelamente, il Napoli si muove con decisione, avendo già individuato in Allegri il successore di Conte, con un accordo che sembra ormai definito nei dettagli.

Il caos panchine in Serie A

In soli quattro giorni dalla conclusione del campionato, la Serie A è stata investita da un’ondata di cambiamenti che ha ridefinito il panorama tecnico di molte squadre. Il caso più eclatante è quello di Allegri, allontanato da Milanello e ora destinato alla panchina del Napoli. Ma le decisioni drastiche non si fermano qui: Conte ha lasciato il Napoli, Sarri ha salutato la Lazio, Italiano ha concluso la sua esperienza al Bologna e Grosso ha lasciato il Sassuolo. La lista dei tecnici in bilico o prossimi al cambio include Palladino per l’Atalanta, D’Aversa per il Torino e Vanoli per la Fiorentina.

Il risiko delle panchine è in piena evoluzione, con trattative che sembrano già indirizzate verso Sarri all’Atalanta, Gattuso alla Lazio e Grosso alla Fiorentina, delineando un quadro di profonda trasformazione per la prossima stagione.

Strategie a confronto: Milan e Juventus

Le due potenze del calcio italiano, Milan e Juventus, hanno reagito in modo diametralmente opposto alla delusione di una stagione al di sotto delle aspettative. Il Milan, dopo un percorso che lo ha visto passare da pretendente allo scudetto a un deludente quinto posto senza qualificazione alla Champions League, ha optato per un repulisti traumatico, azzerando gran parte della dirigenza e dello staff tecnico. La Juventus, al contrario, ha scelto la via della continuità, confermando i vertici societari e puntando su Comolli al centro del progetto.

La dirigenza bianconera, con il supporto di Elkann, ritiene che, attraverso correttivi mirati e un mercato più competitivo, sia possibile ripartire con rinnovate ambizioni, specialmente con Spalletti alla guida sin dall’inizio. Tuttavia, l’assenza dalla Champions League ha già avuto le sue ripercussioni, con grandi nomi come Alisson e Bernardo Silva che, dopo essere stati contattati, hanno fatto perdere le loro tracce.