Tre giovani talenti del basket universitario statunitense hanno affrontato una notte amara durante il primo giro del Draft NBA, avendo scelto di dichiararsi professionisti troppo presto. Questa decisione li ha portati a rinunciare a offerte milionarie garantite dai rispettivi college. Isaiah Evans di Duke, Meleek Thomas di Arkansas e Henri Veesaar di North Carolina sono rimasti esclusi dal primo giro, evidenziando i rischi crescenti per chi decide di abbandonare il percorso universitario nell’era delle NIL (Name, Image and Likeness).

I casi di Evans, Thomas e Veesaar

Isaiah Evans, sophomore di Duke, era tra i prospetti più attesi e aveva ricevuto un invito nella prestigiosa green room, presentandosi con una spilla dal valore stimato di tre milioni di dollari. Nonostante fosse considerato tra i primi trenta dalla maggior parte degli osservatori, ha assistito alla selezione di trenta giocatori prima della sua chiamata. Evans, riconosciuto per le sue doti di tiratore e la sua mentalità vincente, avrebbe potuto assicurarsi oltre tre milioni di dollari rimanendo a Duke, consolidando la propria posizione per un futuro Draft potenzialmente meno competitivo. La ragione principale della sua mancata selezione al primo giro è stata attribuita a un fisico ancora troppo esile e a difese giudicate insufficienti, fattori che hanno pesato sulle decisioni delle squadre NBA.

Meleek Thomas, freshman di Arkansas, è stato l’unico esordiente a scivolare al secondo giro, dopo che i Suns hanno optato per Koa Peat con la trentesima scelta. Thomas, considerato un talento offensivo con notevoli capacità di gestione della palla, ha risentito della forte concorrenza interna e dei dubbi sulla sua efficacia difensiva. Avrebbe potuto ottenere un compenso significativo rimanendo in NCAA, ma ora dovrà cercare di farsi notare nella Summer League senza alcuna garanzia contrattuale a lungo termine.

Henri Veesaar, junior di North Carolina, aveva rifiutato un’offerta NIL stimata tra i 3,5 e i 4,5 milioni di dollari, con la possibilità di raggiungere i cinque milioni tramite il portale dei trasferimenti.

Nonostante le sue indubbie qualità tecniche e la versatilità nel gioco, la sua fragilità fisica e la limitata protezione del ferro hanno dissuaso le squadre NBA. Veesaar, il prospetto più quotato tra quelli non selezionati al primo giro, dovrà ora accettare un contratto meno sicuro e affrontare maggiori incertezze rispetto a quanto avrebbe potuto ottenere rimanendo nel sistema NCAA.

L’influenza delle NIL e il nuovo scenario del Draft NBA

Le esperienze di Evans, Thomas e Veesaar sono indicative di un profondo cambiamento nel panorama del basket universitario americano. Un numero crescente di giocatori sta scegliendo di rimanere al college, attratto da offerte NIL che garantiscono una stabilità economica superiore rispetto a un contratto da secondo giro NBA o a un futuro da free agent.

Nel 2026, solo 71 giocatori si sono dichiarati per il Draft NBA, il numero più basso degli ultimi vent’anni e un calo drastico rispetto ai 363 del 2021. La possibilità di mantenere l’idoneità NCAA e di testare il mercato NBA senza perdere i benefici universitari sta spingendo molti atleti a ponderare con maggiore attenzione il salto tra i professionisti.

Il destino di questi tre prospetti serve da monito per le future generazioni: la scelta di dichiararsi professionisti troppo presto può comportare la perdita di milioni di dollari e di preziose opportunità di crescita. Il sistema NIL offre oggi una reale alternativa per costruire una carriera solida, sia dal punto di vista sportivo che economico, prima di tentare il grande salto nella lega professionistica.