Carlo Molfetta, attuale direttore generale dei Giochi del Mediterraneo Taranto 2026 e già medaglia d’oro olimpica nel taekwondo, ha delineato lo stato avanzamento dell’organizzazione dell’imminente evento. Ha definito l’appuntamento come un’opportunità enorme non solo per la città di Taranto, ma per l’intera Puglia. Molfetta ha evidenziato l'unicità di questa edizione, sottolineando come l'organizzazione e l'impatto attuali siano “non nemmeno lontanamente paragonabili” a quelli dei Giochi ospitati a Bari nel 1997.
Taranto in fermento: l'attesa e le nuove infrastrutture
Con il conto alla rovescia che sta per segnare i dieci giorni all'inizio, Molfetta descrive una Taranto in fermento, una città che “ancora non sa cosa aspettarsi esattamente: c’è un po’ di frenesia, un po’ di irrequietezza e un po’ di felicità per quello che sta arrivando”.
L'ex campione di Mesagne è convinto che i Giochi lasceranno una grande eredità al territorio. Ha rimarcato un “lavoro capillare sulle strutture”, ognuna delle quali riveste un’importanza strategica. Tra gli esempi citati, lo stadio del nuoto con le sue due piscine olimpioniche, uniche in Puglia, uno stadio all’avanguardia che molte squadre di Serie A ambirebbero ad avere, e un circolo di tennis dotato di sette campi, incluso un centrale da 1.500 posti.
Queste infrastrutture d'eccellenza sono destinate a consentire l'organizzazione futura di eventi internazionali di ogni genere.
La delegazione italiana e lo spirito competitivo
La cerimonia di apertura, prevista per il 21 agosto allo stadio Iacovone, vedrà sfilare una nutrita delegazione composta da 498 atleti. Molfetta ha illustrato la forza della nazionale italiana, definendola “competitiva oltre che numerosa”, con la presenza di campioni olimpici e mondiali. Il direttore generale ha sottolineato l'alto livello dell'Italia team, esprimendo l'auspicio di replicare il successo delle precedenti edizioni, dove l'Italia ha conquistato il medagliere, pur riconoscendo la difficoltà della sfida con nazioni come Spagna, Francia e Turchia.
Ha inoltre confidato nella spinta del tifo di casa per dare agli atleti italiani “una marcia in più”.
Da ex atleta e da pugliese, Molfetta ha ammesso di guardare con un pizzico di invidia i partecipanti, ma con la chiara consapevolezza che il passaggio dal ruolo di atleta a quello dirigenziale richiede di non dimenticare le proprie origini. Questa prospettiva, ha spiegato, permette di offrire un valore aggiunto all’organizzazione, mettendosi a supporto diretto degli atleti.
Ricordando la sua medaglia d’oro conquistata a Londra nel 2012, proprio l’11 agosto, Molfetta ha condiviso un momento significativo: “Ricordo che davanti al 6-0 per il Gabon in finale c’è stato un momento in cui pensavo di aver perso ma non ho accettato quella sconfitta”.
Questa determinazione gli permise una rimonta vincente. Il suo motto, “non mollare mai, perché prima della fine puoi sempre fare qualsiasi cosa”, è un principio che lo guida anche nel suo ruolo attuale di direttore generale, spingendolo ad avanzare verso gli obiettivi anche nelle difficoltà.
Dettagli sulle cerimonie di apertura e chiusura
I dettagli delle cerimonie di apertura e chiusura dei Giochi sono stati svelati durante una conferenza stampa tenuta il 21 luglio, a un mese dall’inizio dell’evento. All'incontro hanno preso parte figure chiave come il commissario straordinario e presidente del Comitato organizzatore Massimo Ferrarese, il sindaco di Taranto Piero Bitetti, il direttore generale Carlo Molfetta, il creative director Francesco Paolo Conticello e l’artistic director Angelo Bonello. Molfetta ha definito l’edizione di Taranto 2026 come “la più grande di sempre”.