Gli avvocati che vantano dei crediti, maturati e non ancora saldati, nei confronti dello Stato per l’attività prestata in favore dei meno abbienti in regime di gratuito patrocinio possono, da ora, detrarre le loro parcelle con quanto da essi dovuto per ogni imposta o tassa e per i contributi obbligatori da versare ai loro dipendenti. Non possono tuttavia essere portati in compensazione i contributi previdenziali dovuti dagli avvocati alla Cassa forense. Di “promessa mantenuta” parla il Ministro della Giustizia Orlando. In effetti, questa possibilità era già stata prevista, a seguito di un emendamento presentato dal deputato torinese Avv. Anna Rossomando, dalla legge di Stabilità 2016.

Restavano, peraltro, ancora da disciplinare le modalità tecniche dell’Istituto compensativo. Ecco fatto. In pratica, la richiesta di compensazione potrà essere formulata attraverso la piattaforma elettronica di certificazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze: per l’anno corrente dal 17 ottobre prossimo fino al 30 novembre 2016, e dal 1° marzo al 30 aprile per gli anni a venire. Possono essere neutralizzate, quindi, le imposte e le tasse dovute dai professionisti già per l’anno in corso. Il budget stanziato è pari a 10 milioni di euro. 

Una boccata d’ossigeno per gli avvocati?

Il provvedimento tende una mano agli avvocati, in particolare quelli più impegnati nel patrocinio a spese dello Stato che prima dovevano attendere molto tempo prima di riscuotere le loro parcelle, disincentivando la loro disponibilità ad assumere le difese dei meno abbienti.

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Perché  senza denari non si canta messa. Al contempo, il provvedimento si propone di rafforzare (una volta tanto non “sulla carta”, ma mettendo a disposizione risorse) l’istituto del patrocinio gratuito, già a suo tempo ridisegnato dal DPR 115/2002, al fine di assicurare ai non abbienti, nei fatti e non solo a parole, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione, così come garantito dall’art. 24 della Costituzione. Per ulteriori aggiornamenti cliccate Segui in alto a destra.