Il #Canone Rai è una delle #tasse da sempre più odiate dagli italiani tanto che negli anni l'evasione aveva raggiunto livelli davvero notevoli. Per ovviare a questo problema e spingere i cittadini a pagare questo tributo il Governo dal 2016 ha modificato la normativa prevedendo il pagamento del canone nella bolletta della corrente elettrica e riducendo l'importo dovuto a 100 euro suddividendolo in 10 rate mensili. Conseguentemente a questa misura sono state altresì inasprite le sanzioni a cui si va incontro in caso di mancato pagamento. Vediamole insieme.

Multe fino a 600 euro se non paghi il Canone Rai

In caso di mancato pagamento della tassa, nei casi in cui essa è dovuta, si rischiano multe che vanno dai 200 euro fino ai 600 euro.

Chiariamo subito che il canone è dovuto quando si possiede un televisore nell'abitazione oppure nei casi in cui non si ha compilato l'apposito modulo per dichiarare il non possesso dell'apparecchio. È anche vero che i titolari di più utenze pagheranno un sola volta l'imposta ovvero sull'utenza della prima casa. Resta chiaro che prima di applicare la sanzione verrà effettuato un controllo presso l'abitazione per verificare la presenza o meno del televisore.

E in caso di falsa dichiarazione?

Chiarite le multe in caso di mancato pagamento del Canone Rai, vediamo la pena peggiore ovvero quella riguardante i casi di falsa dichiarazione. Se si cerca di fare i furbetti dichiarando di non possedere l'apparecchio televisivo quando invece non è così, si configura il reato di falso ideologico in atto pubblico ed è punito anche con la reclusione fino a 2 anni.

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Chiaramente non è necessario allarmarsi perché in primis per arrivare al carcere occorre la dimostrazione del fatto ed in secondo luogo perché la reclusione è la pena peggiore ma non viene applicata così spesso.

Una tassa di possesso che non si configura come tale

Il canone è contestato da molti contribuenti perché viene identificato come una tassa di possesso senza però possedere le caratteristiche di questa tipologia di tributo. Una tassa di possesso per essere tale, secondo molti, dovrebbe essere proporzionale al reddito e al valore del bene posseduto mentre il Canone Rai ha un importo fisso. Inoltre l'altro motivo di contestazione è che in Europa sempre più paesi stanno abolendo questa tassa tra i quali Belgio, Spagna, Russia e i Paesi Bassi mentre l'Italia cerca in tutti i modi di mantenerla e farla pagare. La soluzione eppure è semplice, basterebbe creare un decoder con tessera per criptare il segnale a chi non vuole vedere i canali Rai ma questo probabilmente farebbe perdere all'azienda, una SpA con un fatturato imponente, una parte dei propri proventi e probabilmente ridurrebbe gli utili. Certo però che la soluzione diminuerebbe le contestazioni verso quella grande fetta di popolo stufa di vedere strapagati dirigenti e presentatori Rai anche grazie ai proventi del canone ma questa soluzione ad oggi è ancora utopia. #Televisione