Il Parlamento sta mettendo a punto una importante stoccata nella lotta all’evasione del Bollo auto. L’evasione della tassa è stimata in una perdita per l’erario statale di 850 milioni di euro. La nuova norma, di matrice PD, prevede che durante la revisione degli autoveicoli, venga effettuato il controllo sula regolarità di tassa di circolazione e tassa di possesso del proprio mezzo. Esiti difformi da quello positivo verranno immediatamente puniti con il fermo amministrativo del mezzo. Ora la palla passa alla commissione Bilancio.

Il bollo auto, tassa mai amata dagli italiani al pari del Canone tv, era stata rivoluzionata dal governo Prodi II nel 2006, venendo calcolato in un rapporto tra i KW dell’auto e la classe di emissione della stessa.

In anni recenti, ha subito dei nuovi rincari, l’ultimo nel 2015 con le regioni che avrebbero potuto arbitrariamente applicare dei rincari fino al 12%.

La mancata abolizione

Più volte nei programmi di governi si era parlato di abolizione dell’odiata tassa. Ne aveva fatto un importante cavallo di battaglia nel 2008 Silvio berlusconi che promise di liberarsene a metà legislatura. Berlusconi utilizzò il bollo similarmente a quanto fece due anni prima, quando durante il confronto televisivo con il suo avversario (Veltroni nel 2008 e Prodi nel 2006) annunciò che, in caso di elezione, avrebbe abolito l'ICI. Per questo venne attaccato dagli avversari del PD che lo accusarono di fare mera propaganda. In effetti la promessa non fu mantenuta. Tuttavia se ne parlò nuovamente nel marzo scorso quando cominciarono a circolare voci che era intenzione del governo di Matteo Renzi di abolire il balzello dal 2017.

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Ennesima boutade. Anche perché il Presidente del Consiglio cambiò abbastanza in fretta rotta, ipotizzando la cancellazione di tasse sui passaggi di proprietà o l’esenzione dal bollo solo il primo anno per chi acquista un auto nuova.

In effetti un disegno di legge che avrebbe previsto l’abolizione del bollo in favore nuove accise sui carburanti era stato presentato dall’ex leghista Flavio Tosi, ma la proposta non ebbe seguito.