La legge di Bilancio 2018 e il collegato decreto fiscale sono arrivati alle fasi finali. Probabilmente, dovrebbero essere approvati in via definitiva, a quanto è dato sapere, già tra lunedì e martedì della prossima settimana. Di conseguenza, in queste ore, i tecnici del Governo e del Ministero dell'Economia e delle finanze stanno facendo gli straordinari per inserire, almeno parzialmente, alcune delle indicazioni giunte dal Parlamento con l'ultima risoluzione di maggioranza alla Nota di aggiornamento del Def, nonché per tenere conto delle sollecitazioni e delle richieste delle parti sociali, innanzitutto i sindacati.

Come avevamo anticipato in un nostro articolo della scorsa settimana, sta prendendo sempre più corpo la possibilità, se non proprio la certezza, di un'abolizione del superticket sanitario da 10 euro.

Ma graduale e selettiva.

La progressiva abolizione del superticket

Nelle intenzioni del Governo, almeno inizialmente, si partirebbe da un'esenzione totale per i redditi più bassi tenendo anche, eventualmente, in considerazione precise tipologie di utenti. Ad esempio, coloro che sono affetti da particolari patologie oppure rientrano in determinate fasce d'età. Comunque, da quanto trapela dalle stanze ministeriali, si dovrebbe giungere ad un'abolizione completa per tutti nell'arco di quattro anni.

Come al solito, il problema fondamentale sono le coperture necessarie. Ma dato che la misura è di evidente importanza e presenta non poche complessità potrebbe essere inserita più avanti, nel corso dell'iter parlamentare.

Le altre misure in fase di inserimento

Per quanto riguarda le altre misure, il Governo sta cercando di trovare la quadra per rinviare alla prossima estate l'aumento programmato dell'età pensionabile che dovrebbe diventare operativo a partire dal 2019. Anche se la soluzione non è gradita al Ministero dell'Economia e delle finanze avrebbe il pregio di far prendere un po' di tempo senza dover arrivare al blocco sollecitato dai Sindacati confederati.

I migliori video del giorno

Altra misura anticipata dal Governo riguarda l'introduzione di un bonus contributivo di 6 mesi per figlio, fino al limite, ancora da stabilire, di 2 o 3 anni, a favore delle donne lavoratrici in modo da rendere loro più semplice l'accesso all'Ape.

Infine, ancora sotto il profilo fiscale si punta su rottamazione - bis, incentivi alla fatturazione elettronica e alla cartolarizzazione dei crediti fiscali e, come anticipato in un nostro articolo, al varo della web tax. Inoltre, si pensa ad una proroga della cedolare secca al 10% e, anche se non ancora del tutto certa, ad un suo allargamento anche ai negozi.

#Ape donne #Ticket sanitari