In attesa che l'Unione Europea si decida a varare una vera e propria web tax valida a livello continentale, i singoli Stati nazionali si stanno attrezzando per sfruttare i milioni di dati in possesso dei giganti del web per combattere in maniera più efficace e pervasiva il fenomeno dell'evasione fiscale. In particolare, sul fronte italiano l'Agenzia delle Entrate ha appena emanato un provvedimento per il monitoraggio delle transazioni commerciali online che recepisce le direttive emanate dal Governo con il Decreto 34/2019, il cosiddetto Decreto Crescita.

Gli obblighi delle piattaforme web

I giganti del web che gestiscono delle piattaforme di vendita online, come ad esempio Amazon, saranno obbligati a segnalare all'amministrazione finanziaria tutte le operazioni di vendita online sia quelle effettuate con clienti esteri, sia quelle effettuate con clienti domiciliati in un Paese Ue. La mancata segnalazione farà incorrere le piattaforme e le aziende che le gestiscono nelle sanzioni come responsabili in solido per l'Iva evasa dai fornitori.

Per poter realizzare questo obiettivo nei confronti di tutte le aziende, sia nazionali che straniere che gestiscono piattaforme di vendita online, gli operatori commerciali basati in un Paese estero dovranno dotarsi di una Partita Iva italiana.

Una norma di carattere transitorio

Le nuove disposizioni introdotte con il provvedimento dell'Agenzia delle Entrate avranno comunque carattere transitorio. Infatti, anche se si applicheranno già a partire dal prossimo mese di ottobre e successivamente con cadenza trimestrale, tali disposizioni resteranno in vigore fino al 31 dicembre 2020.

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Successivamente, infatti, dovrebbe entrare pienamente in vigore la Direttiva Ue 2455/2017 del 5 aprile 2017.

Le piattaforme di vendita online, entro il mese successivo allo spirare di ciascun trimestre, d'ora in avanti saranno costretti a trasmettere i seguenti dati identificativi del fornitore del bene venduto: In primo luogo la denominazione ma anche la residenza, l'indirizzo, il domicilio e l'indirizzo di posta elettronica.

Oltre a questi dati identificativi devono essere trasmessi all'Agenzia delle Entrate anche dati più strettamente economici. In particolare, dovranno essere trasmessi i dati il numero totale degli articoli venduti nel nostro Paese attraverso la piattaforma e, a scelta dei responsabili della piattaforma web l'ammontare totale dei ricavi o il prezzo medio di vendita dei singoli prodotti. Come detto poco sopra tali obblighi dovranno essere adempiuti anche dai titolari di piattaforme web residenti fiscalmente all'estero e che all'uopo saranno obbligati a munirsi di un rappresentante fiscale.

Il provvedimento dell'Agenzia delle Entrate prevede anche che la responsabilità per l'imposta evasa è esclusa in soli due casi. In primo luogo, se si dimostra all'Agenzia delle Entrate che l'Iva è stata assolta direttamente dal venditore dei beni. Oppure, se la piattaforma web dimostra, in caso di invio incompleto dei dati, di aver adottato tutti gli opportuni accorgimenti per individuare correttamente i dati da trasmettere.

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