Continua, anche in questa estate 2021, il fenomeno dei furti delle biciclette a Torino. A occuparsi di questo è stato, recentemente, il Corriere della Sera, secondo cui il 30% dei furti dei mezzi a due ruote nella città della Mole avvengono a causa di colpi studiati e messi a punto da squadre ben organizzate. Tre furti su dieci, dunque, almeno secondo le stime che il quotidiano attribuisce alle associazioni di Ciclismo amatoriale. Parallelamente a questo fenomeno, però, se ne sta sviluppando un altro, altrettanto pericoloso: la messa alla gogna dei ladri (veri o presunti), da parte dei tanti proprietari di bici che, impotenti, spesso nulla possono fare per rientrare in possesso dei loro mezzo.

Sui social vi sono delle pagine che pubblicano gallerie dei presunti predoni

Nell'ultimo periodo sui social sono nate delle comunità digitali nelle quali, gli utenti, pubblicano foto e video dei presunti ladri di biciclette. Dei veri e propri identikit , alcuni dei quali disegnati anche su dei bloc-notes. Diversi i presunti ladri dall'identità improbabile e insospettabile, come l'elegante pensionato che è stato ripreso mentre sottraeva una bici legata a un palo, indossando un cappello sul capo.

Tale processo, però, rischia di far partire quella che potrebbe assumere i contorni di una vera e propria caccia al ladro, accompagnata dalla messa alla gogna negli ambienti online. Come riporta il Corriere, infatti, ogni qualvolta un utente pubblica un annuncio su un presunto ladro, contro di esso si scatenano spesso e descritti di commenti contenenti, spesso, delle vere e proprie espressioni oralmente violenti.

Ma le vittime, poi, si dimenticano spesso che la pubblicazione su spazi pubblici di foto altrui costituisce anch'esso un reato. Oltre che derubati, dunque, si rischia anche di essere querelati .

Spesso le bici di alto valore vengono derubate per essere presenti su siti dedicati

Tornando ai dati delle associazioni dei ciclisti amatori , è bene notare che spesso i furti organizzati da apposite squadre riguardano dei mezzi di alto valore.

Spesso queste vengono trafugate da box e cantine, per poi essere rivendute e rimesse sul mercato, specie nelle zone dell'Europa dell'Est . Un altro 30% dei furti che avvengono a Torino, invece, vengono commessi dai tossicodipendenti, che alla disperata ricerca di soldi per comperare le sostanze rubano le biciclette trovate per strada.

Questi tipi di furti, spesso, riguardano delle biciclette dal basso valore.

C'è chi, poi, ha fatto dei furti delle biciclette una vera e propria attività pressoché quotidiana. Lo scorso 21 maggio, nella città, un 52enne italiano è stato fermato dalle forze dell'ordine proprio mentre era intento a rubare un mezzo. Gli agenti hanno poi scoperto che il ladro presentava 15 precedenti, tutti per furto di bici. Ciò è emblematico sullo stato delle pene che vengono quasi sempre inflitte a chi si macchia di questo reato: dopo pochissimo tempo, infatti, i predoni di bici tornano in libertà, replicando le loro performance illecite.