Ryanair, la compagnia aerea irlandese che fa volare più passeggeri in Europa, dice no alle misure di distanziamento previste per la fase 2 della pandemia Coronavirus: a riferirlo è il boss, Michael O'Leary, che si oppone con fermezza a quello che sarà il futuro dei voli e, in particolare, alla decisione di lasciare vuoto il posto centrale degli aerei per garantire la giusta distanza di sicurezza tra i passeggeri.

Ryanair contraria alla fila centrale vuota

Dal 4 maggio in Italia partirà quella che è stata denominata la fase 2 della pandemia Coronavirus: è la fase in cui finalmente la popolazione potrà lentamente riprendere le abitudini di un tempo, avendo cura però di indossare gli opportuni dispositivi di sicurezza, come mascherine e guanti.

E lo dovranno fare tutti gli Italiani che per i loro spostamenti dovranno necessariamente prendere un mezzo pubblico, che sia un tram, un treno o un aereo.

Nello specifico, per gli aerei è stato introdotto il termoscanner sia in fase di partenza che di arrivo al fine di monitorare la temperatura dei viaggiatori. Inoltre, sono state previste delle specifiche misure di distanziamento da applicare sugli aeromobili: per esempio, si sta pensando o all'applicazione di pannelli in plexiglass tra le poltrone o di adottare le poltrone invertite o, molto più probabile, di lasciare il posto centrale vuoto in modo tale che tra il passeggero lato finestrino e quello lato corridoio vi sia la giusta distanza di sicurezza.

Relativamente a quest'ultima misura di sicurezza è intervenuto Michael O'Leary, il numero uno di Ryanair: in un'intervista rilasciata al Financial Times, il boss irlandese ha riferito che l'obbligo di tenere vuota la fila centrale è un'idea idiota che non comporterà alcun beneficio. Piuttosto suggerisce di allinearsi alle misure di sicurezza adottate dalle compagnie asiatiche che hanno optato sull'utilizzo dei dispositivi di sicurezza e sul controllo della temperatura dei passeggeri.

La crisi del settore aereo

In merito a tale misura di sicurezza per la fase 2, inoltre, O'Leary fa sapere che Ryanair non registrerebbe guadagni con una riduzione del carico dei passeggeri del 66%. Infatti, così facendo la strategia della compagnia low cost irlandese, basata su prezzi bassi con il maggior numero di persone, andrebbe in frantumi.

Pertanto, il capo di Ryanair ha riferito che se verranno adottate tali misure sarà il governo irlandese a pagare per quei posti vuoti, altrimenti non si vola.

In questi mesi di pandemia Coronavirus il settore aereo ha registrato una crisi molto forte con perdite di circa 255 miliardi di euro: il numero dei passeggeri così come quello dei voli si è ridotto drasticamente e si stima che la ripresa ci possa essere nell'estate 2021. Lo stesso Michael O'Leary è ottimista e afferma che la sua compagnia sarà in grado di recuperare le enormi perdite grazie anche al fallimento di molte compagnie aeree concorrenti che non riusciranno a superare questa fase critica.

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