Scoperte tracce di un possibile impatto cometario sulla Terra. La collisione del corpo celeste sarebbe avvenuta circa 55 milioni di anni fa e avrebbe lasciato un'impronta indelebile sul nostro pianeta. La scienza potrebbe aver trovato una risposta all'innesco del processo di riscaldamento globale risalente a oltre 50 milioni di anni fa. Nella pubblicazione ufficiale sulla rivistaScience, è uno studio approfondito curato dalla Columbia University di New York e dalla Rutgers University a fornire importanti prove del catastrofico impatto di una cometa contro la Terra.

Nei fondali dell'arcipelago delle Bermuda e in alcuni sedimenti nel New Jersey, sono state ritrovate sfere di vetrodelle dimensioni di granelli di sabbia. Questi piccolissimi resti sarebbero il derivato della solidificazione da contatto con aria fredda del materiale incandescente scagliato nell'atmosfera terrestre durante la collisione.

Alla ricerca del cratere

Il cratere da impatto non è ancora stato individuato. Secondo gli studiosi, potrebbe persino trovarsidall'altra parte del pianeta. La condizione frammentata delle sfere farebbe, infatti, supporre che si sia trattato di uno "scontro" particolarmente forte, con effetti di lungo raggio. Un'altra ipotesi è invece che si possa trattare di una piccola cometa che abbia prodotto, invece, un'azione "poco invasiva" sulla superficie del pianeta e abbia impattato proprio a ridosso del luogo di ritrovamento del materiale vitreo.

Datazione delle sfere

Per datare le sfere, la scienza si è basata sull'età dei sedimenti in cui sono state recuperate: un'epoca a cavallo traPaleocene ed Eocene, circa 55 milioni di anni fa, in cui si verificò un importante innalzamento delle temperature (intorno ai 9 gradi) che causò lo scioglimento dei ghiacciai e il conseguente aumento del livello dei mari. Il riscaldamento globale portò all'estinzione di numerose specie animali. I mammiferi, invece, sopravvissero e iniziarono ad evolversi rapidamente.

In quella precisa era terrestre si avviò, dunque, uno dei più importanti cambiamenti climatici del pianeta. Secondo lo studio statunitense, questo fu possibile in seguito al rilascio in atmosfera di considerevoli quantità di carbonio, tipico prodotto dell'impatto con un corpo celeste (meteorite o cometa). Il carbonio rilasciato avrebbe prodotto un effetto serra naturale, utile all'evoluzione delle forme di vita presenti, fornendo una spinta propulsiva alla stabilizzazione del clima terrestre.