davide astori è soltanto l’ultimo caso di un calciatore morto per problemi cardiaci. Decessi che hanno scatenato interrogativi e discussioni perché gli atleti sono sottoposti a controlli continui, seguono un regime alimentare rigoroso e sono monitorati costantemente da specialisti. Il primo tragico episodio risale al 1969 con Giuliano Taccola che accusò un malore al termine della partita Cagliari-Roma del campionato di Serie A. Il giallorosso aveva assunto dei medicinali prima della partita per far scendere la febbre. Al termine del match l’attaccante prima si adagiò sul lettino e poi perse i sensi.

Fu dichiarato morto pochi minuti dopo essere stato trasportato in ospedale. Il 30 ottobre 1977 il calcio italiano pianse Renato Curi. Il centrocampista del Perugia si accasciò cinque minuto dopo il fischio di inizio di una partita giocata sotto un autentico diluvio. Bettega e Benetti lo aiutarono a rialzarsi ma Curi cadde nuovamente a terra con gli occhi rovesciati. Ogni tentativo di soccorso fu vano e l’autopsia rivelò che il calciatore aveva un’anomalia cronica.

Il dramma di Renato Curi nel diluvio di Perugia

Il 14 novembre 1987 il venticinquenne Andrea Ceccotti della Pro Patria chiese il cambio per un formicolio avvertito alla gamba. Il giovane si aggravò negli spogliatoi e fu trasportato all’ospedale di Treviso dove fu diagnostica una trombosi alla carotide.

La morte sopraggiunse dopo un giorno di agonia in coma. Nel 2002 Marc Vivien Foé accusò un malore durante la semifinale di Confederation Cup tra Camerum e Colombia. Il centrocampista si accasciò sull’erba al 72’ e perse conoscenza. L’autopsia rilevò che il mediano del Manchester City soffriva di una cardiomiopatia ipertrofica.

Alcuni medici affermarono che la presenza di un defibrillatore in campo avrebbe salvato la vita a Foè. Nel 2004 l’attaccante ungherese Miklos Fehér è deceduto in seguito ad un malessere accusato durante Benfica-Vitoria Guimaraes. Lo stesso anno un attacco cardiaco provoca la morte del difensore brasiliano Serginho.

Quest’ultimo svenne al 60’ durante la partita con il Sao Paulo. Dall’autopsia emerse un’ipertrofia: un cuore quasi doppio rispetto alle normali dimensioni.

Il dramma di Piermario Morosini

Il 28 agosto del 2007 Antonio Puerta perde conoscenze durante Siviglia-Getafe e muore tre giorni dopo in ospedale in seguito ad una cardiomiopatia ventricolare. Per attacchi cardiaci muoiono Daniel Jarque dell’Espanyol (2009), Goran Tunjic (2010) del Mladost (2011) e il nazionale giapponese Naoki Matsuda (2011). Il 14 aprile 2012 il calcio italiano vive un altro terribile momento. Piermario Morosini accusa un malore durante Pescara-Livorno. Il giovane fu soccorso ma in campo non c’era il defibrillatore. La morte sopraggiungerà in ospedale e dalla successiva autopsia emergerà che il centrocampista soffriva di una cardiomiopatia aritmogena.

Negli ultimi anni altri quattro calciatori sono deceduti in seguito a malori accusati in campo: Patrick Ekeng (Dinamo Bucarest), Bernardo Ribeiro, Micael Favre (San Jorge de Vila Elisa) e Fran Carles (Deportivo Linares). Lutti e tragedie che lasciano senza fiato come quella del difensore della Fiorentina e nella nazionale Davide Astori.

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