La dirigenza dell’Inter ha scelto di aspettare quasi due giorni prima di parlare delle discutibili scelte di Orsato nella sfida di San Siro contro la Juventus. Non è un segreto che in corso Vittorio Emanuele ritengano che l’arbitro abbia usato due pesi e due misure nel dirigere la gara. Ma sono stati volutamente evitati i commenti a caldo per non surriscaldare troppo i toni. Così nel dopo partita avevano rilasciato dichiarazioni solamente Spalletti ed il vicepresidente Steven Zhang, che aveva volutamente omesso ogni riferimento al fischietto. Ma ora arrivano voci da Nanchino: anche suo padre Jindong avrebbe preso malissimo l’accaduto, perché la partita potrebbe aver definitivamente segnato la stagione dei nerazzurri, allontanandoli dall’obiettivo Champions.

Il sostegno della dirigenza ai giocatori

Un silenzio che è stato apprezzato da alcuni tifosi per lo stile e criticato da altri, tra cui Enrico Mentana – da tempo impegnato in una crociata contro la proprietà cinese – che ha lamentato l’assenza di una voce dall’alto in un momento così cruciale. Accusa rispedita al mittente dall’amministratore delegato Alessandro Antonello che, intervenendo ad Inter Tv ha ribadito la vicinanza dei vertici in un momento così complicato, in cui la corsa alla massima competizione per club europea sembra più difficile, ma ancora non del tutto compromessa. “Siamo orgogliosi di quanto hanno fatto vedere sul campo i nostri ragazzi, dei veri professionisti – ha spiegato il dirigente – i giocatori ci hanno messo la ferocia che aveva chiesto Spalletti, cuore e passione, così come i nostri tifosi che hanno sostenuto la squadra dall’inizio alla fine della partita”.

Non si placa la rabbia dei nerazzurri

Ma l’ad non può negare che ad Appiano si viva un clima infuocato: “Abbiamo visto cose inspiegabili e inaccettabili per noi, siamo arrabbiatissimi, perché meritiamo rispetto come società, così come lo meritano i nostri tifosi”. Per Antonello quello che è successo, a partire dalla mancata espulsione di Pjanic, è avvenuto sotto gli occhi di tutti, degli 80mila di San Siro, ma anche dei 700milioni di spettatori dei 170 paesi collegati in diretta: “Non è stato un bello spot per il calcio italiano, nel nostro mondo molte cose stanno cambiando, ma alcune sembrano restare sempre uguali, l’Inter comunque è orgogliosa della sua storia”.

Insomma è stata persa una battaglia, ma forse ancora non la guerra, anche se le vittorie di Roma e Lazio complicano notevolmente i piani. Lo spogliatoio sembra comunque unito più che mai e intenzionato a giocarsela fino alla fine, a partire dalla gara con l’Udinese. “La nostra squadra darà l’anima per vincere le tre partite che mancano e poi accada quel che accada” fa sapere Brozovic dai social.

Certo, sarà difficile per tutti i nerazzurri dimenticare quella che Antonello, riferendosi anche a certi comportamenti degli avversari, ha chiamato “un’eurofiguraccia”.