Una giornata piena di emozioni quella di oggi per il capitano bianconero Gianluigi Buffon. Il portiere si prepara alla sua ultima partita con la Juventus nella giornata di sabato 19 maggio all'Allianz Stadium contro il Verona. Oggi ha tenuto la sua attesissima conferenza stampa con il presidente Andrea Agnelli in vista del suo addio alla Juve. Il discorso del portiere non manca di qualche evidente emozione, che trascende dalla sua voce a volte tremolante.

La conferenza stampa di Gigi Buffon

A iniziare la conferenza è il presidente juventino, Andrea Agnelli, che presenta Gigi come una punta della squadra, e lo ringrazia per la sua fedeltà vista la discesa all'inferno, riferendosi alla retrocessione in serie B, e il ritorno in paradiso, la serie A.

E ancora per la caparbietà e la forza espressa in campo e in spogliatoio, la sua mentalità e il suo valore che lo hanno portato a voler vincere non per se stesso, ma per la Juventus alla quale è personalmente affezionato.

Lascia in un secondo momento la parola a Buffon che spiega di non sapere ancora quali sono i progetti per il futuro, spiega che si sta parlando tanto al riguardo e descrive la persona di Agnelli propensa ad appoggiare con senso del dovere ogni sua decisione da valutare insieme, che si tratti di rimanere alla Juve come professionista o di andare altrove. La cosa che viene fuori con sicurezza dal suo discorso è che Giorgio Chiellini sarà il nuovo capitano della Juve.

Non si sa, quindi, altro riguardo al futuro del calciatore che ha collezionato 17 anni nel club della vecchia signora, uno dei pilastri della squadra come la conosciamo oggi, lo stesso per il quale si prevede un animo triste e celebrativo nei tifosi che accorreranno numerosi alla sua partita di chiusura sabato a Torino.

In effetti saranno molti i presenti. I biglietti sono andati sold out appena sono stati accessibili sul sito.

La parola ai giornalisti

Immancabile, tra le domande poste al portiere quella sulla Champions League, in riferimento alla partita col Real Madrid, alla quale risponde dicendo di essere trasceso in quell'occasione, infatti ammette “con animo dilaniato non potevo che dire quelle cose.

Mi sono dispiaciuto di aver offeso l’arbitro” e poi aggiunge “ma poteva stare un po’ più calmo per quella che era una partita importante per noi”. Afferma che, dopo due giorni, se lo avesse visto, avrebbe sicuramente chiesto scusa per le parole, ma comunque rimanendo della sua nota idea.

Risponde a grandi linee dicendo e sottolineando più volte che la Juve rappresenta una famiglia per lui, cosa che è ormai sotto gli occhi di tutti.

Aggiunge altre parole a riguardo dicendo di essere onorato per il fatto che è percepito come un componente della famiglia, non si vuole elevare ad essere più importante di altri o dello stesso nucleo bianconero.

Ammette di aver sentito questa vicinanza anche da Andrea (Agnelli) in queste ultime ore con tanta forza. Dice che il futuro della Juve è progettato come il presente, cioè vincente. Poi annuncia: "la Juve ha precedenza su tutto per me, ma non deve essere un’imposizione rimanere nella società. Qualcosa in più sarebbe un’opportunità in più che è nei miei interessi". Ma al momento non ci pensa, lo farà 3 giorni dopo l’ultimo match, con una testa serena e più pacata, più pulita inoltre da tutte le emozioni che lo aspettano e che sono partite già da oggi.

Poi aggiunge delle considerazioni che ammette di aver sottoposto alla società e al presidente, e dice che sicuramente il cambiamento delle abitudini è una sfida che come “animale da competizione” fa piacere affrontare. La vede come una ulteriore messa in gioco della sua persona e delle proprie capacità, in ambiti diversi dal campo da gioco. Pensa alla probabilità di 6 mesi sabbatici che non farebbero male per decantare il tutto e per poter ripristinare una situazione sentimentale presa un po’ d’assalto al momento.

Tra le altre, gli viene rivolta una domanda su un’esperienza in Premier League (dalla Gazzetta dello Sport): "Ho ricevuto qualche proposta molto interessante per il campo e per il fuori campo", annuncia Buffon.

E poi, "con una situazione emotiva tranquilla deciderò cosa è meglio per me. Se un giorno decidessi di continuare è perché ho ambizione di raggiungere altri traguardi. Questo il modo in cui concepisco lo sport e magari è un mio limite".

Immancabile anche la domanda che prevede il futuro della porta bianconera, quindi si parla del nuovo portiere, Wojciech Szczęsny, la domanda della Gazzetta mira a sapere cosa il portiere ha potuto imparare, o cogliere da Gigi. Lui spiega che si tratta di un ragazzo incuriosito dal modo in cui si vive nello spogliatoio della Juve. Ma che oltre a sé ha avuto altri esempi forti sulla squadra che dovrà difendere, come Khedira, Chiellini, Barzagli, Marchisio tra gli altri.

La redazione di Skysport è curiosa di sapere come vuole vivere questa situazione il capitano bianconero e chiede se intende avere una festa con i tifosi. Spiega che vuole vivere una situazione pregna di sentimenti, come lo è già. Afferma di non voler chiedere niente oltre a quello che già gli è stato dato: rispetto, stima, affetto al punto da sentirsi non solo uno della Juve, ma la Juve tante volte. Non si ritiene adatto alle celebrazioni. Stare al centro dell’attenzione non è una cosa che lo mette a suo agio, ammette, poi spiega che da bambino anche festeggiare il compleanno lo faceva sentire a disagio visto la centralità della sua persona nell'occasione. Aggiunge che non gli piace che una persona venga celebrata una volta che è morta.

Ha già avuto tanti tipi di celebrazioni durante la sua carriera e non ne vuole altre.

Tocca, poi, a Premium sport che chiede a Buffon se vuole rimanere alla Juve da vice, lui prontamente risponde riferendosi al fatto che un giocatore come lui, che si è sempre professato juventino e ha sempre sottoscritto il modo di pensare e programmare della Juve, deve capire quando è il momento. "La Juve ha un portiere come me e che ha 27 anni, non voglio essere un disagio per lui nel vivere un confronto costante. Mi sento una persona fortunata per aver avuto questo tipo di fine e per essere stato accompagnato, lo sottolineo ancora, da supervisori amici e colleghi".

Dal Giornale gli viene chiesto se sabato si chiude un ciclo per la Juve.

La risposta arriva con la solita fierezza e razionalità che lo contraddistingue e ammette che sarebbe una cosa molto brutta, sarebbe un male. La Juve ne ha avuti tanti prima di lui, dice, "se pensassi che con me si chiude un ciclo della Juve sarei da curare". Spiega che la Juve vive con questa sua mentalità, quella della famiglia e questo gli conferisce una forza inequivocabile. Rende noto che è una società che programma con largo anticipo le stagioni, e che sapendo del suo addio non si farà trovare impreparata, continuerà a vincere.

Poi arriva il turno di L'Equipe che chiede al portiere cosa si sente di dire a Chiellini come nuovo capitano. "Abbiamo vissuto in simbiosi per 13 anni nello spogliatoio e in campo.

Non ho niente da dirgli, abbiamo sviluppato insieme la modalità di come si arriva in campo. Incarna quello che deve essere il capitano della Juventus. Io sono solo un ventesimo del record della Juve. Giorgio è sempre stato un punto di riferimento. Sono sicuro che farà il meglio per soddisfare la squadra".

Poi fa sapere che non sarà presente nella prossima partita con l’Italia. E dice che la nazionale gli ha dato quello che doveva mentre si giocava in campo e fuori. Sottolinea ancora che le persone si apprezzano quando sono vive e non quando sono morte. "Non voglio ulteriori celebrazioni" ribadisce.

Infine la parola torna ad Agnelli che spiega che le bandiere esistono e Gigi lo è. Ma passa il ruolo a una persona che è in grado di essere altrettanto valida.

Poi si rivolge direttamente a lui dicendo "ci ha emozionato averti con noi". E, prima di lasciare la stanza, gli dedica un applauso con tutta la sala sciogliendo la conferenza. Ecco il video pubblicato dalla pagina della Juventus su Facebook:

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