Eniola Aluko ha deciso di lasciare la Juventus. A dare la notizia è lei in prima persona, attraverso una lettera comunicata ai fan sui suoi social network. La calciatrice 32enne ha giustificato la sua scelta a seguito delle continue offese razziste. "Mai ricevuti insulti dal campionato o dai tifosi, ma mi sono stancata" ha dichiarato la giovane.

Aluko ha origini nigeriane, ma ben presto si è trasferita con la famiglia a Birmingham, in Inghilterra. Da piccola sognava di diventare avvocato, finché la passione per il mondo del calcio non ha preso il sopravvento. Oggi, è una delle 11 calciatrici inglesi con oltre 100 presenze in campo con la maglia della nazionale.

L'ultima partita di Aluko

Eniola Aluko, calciatrice di 32 anni della Juventus femminile ha deciso di andare via da Torino. Una notizia che ha sconvolto i tifosi bianconeri, soprattutto per le motivazioni della donna. Infatti, la giovane abbonderà la citta piemontese a causa dei continui insulti razzisti che ogni giorno è costretta a sopportare.

"Sono stanca di essere trattata come una ladra" è il messaggio che più di tutti riassume lo stato d'animo di Aluko. Una frase presente all'interno della lettera con cui la giocatrice ha voluto salutare i propri sostenitori.

Troppe sono state le discriminazioni che la giovane ha dovuto sopportare al di fuori dallo stadio.

La giovane ha annunciato che domenica sarà la sua ultima partita con indosso la maglia bianconera. Una scelta dolorosa, poiché lei stessa era rimasta entusiasta del suo arrivo a Torino nell'estate 2008. Una decisione che la calciatrice aveva preso perché "sono stata conquistata da un grande club e da un grande progetto".

Purtroppo, ben presto, il capoluogo torinese si è trasformato in un incubo per Aluko.

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"A volte Torino sembra essere decenni indietro sul tema integrazione" ha ammesso la ragazza sui social network. Inoltre, entrando nei negozi o nei supermercati, Aluko avverte continuamente la sensazione che il "titolare si aspetti che io rubi qualcosa".

A ribadire il clima di intollerenza della città, Eni racconta che persino in aereoporto si sente presa di mira. Spesso, in occasione dei suoi viaggi, la giovane è stata fermata dalle autorità con cani antidroga. Un atteggiamento che la giovane definisce "come se fossi Pablo Escobar".

Il razzismo in Italia esiste

La calciatrice 32enne ha origini nigeriane ma, dopo il primo anno di vita, si trasferisce insieme alla famiglia in Inghilterra, più precisamente a Birmingham. Qui la piccola diventa a tutti gli effetti una cittadina inglese e sogna di diventare avvocato. Crescendo inizia ad appassionarsi al mondo del calcio e decide di voler diventare calciatrice.

Oggi la ragazza è una delle poche giocatrici inglesi ad aver indossato la maglia della Nazionale oltre le 100 volte. Un record che riempe di orgoglio Aluko, ma su cui ancora una volta aleggia lo specchio dell'intolleranza.

Il messaggio di addio ai tifosi juventini è l'ennesima conferma di un clima ormai non più accettabile.

"Il tema del razzismo in Italia e nel calcio italiano esiste" ha dichiarato con amarezza la calciatrice. Una costatazione che dovrebbe essere impensabile e assolutamente impossibile da accettare. Invece, come la stessa Aluko scrive, il concetto di discriminazione viene ormai visto da tutti "come parte della cultura del tifo".

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