Inter-Napoli con vista scudetto [VIDEO], un'atmosfera che mancava dalla seconda metà degli anni '80 e dai primi anni '90. In questi lunghi anni, più che altro, sono mancati i personaggi iconici che avevano caratterizzato quelle stagioni calcistiche, senza nulla togliere ai grandissimi calciatori che sia Inter che Napoli hanno avuto nelle loro file. Ma il periodo citato era rappresentato anche dalla sfida personale tra Lothar Matthäus e Diego Armando Maradona, giocatori simbolo non solo di nerazzurri e azzurri, ma anche capitani e stelle delle nazionali di Germania Ovest e Argentina.

Sono stati avversari in due finali di Coppa del Mondo con una vittoria per parte, i loro duelli sul campo erano frenetici, il loro rapporto fuori dal rettangolo verde cordiale e caratterizzato da stima reciproca. In una recente intervista, Lothar Matthäus ha ricordato il rivale il cui primo anniversario della scomparsa ricade il prossimo 25 novembre e ha fatto il punto del match di San Siro che sarà importante per entrambe le formazioni. Senza fare paragoni con i suoi tempi perché, a suo modo di vedere, sono assolutamente irripetibili.

'Tra me e Diego una bella amicizia sportiva'

"Era sempre un onore giocare contro Diego Maradona, sia che fosse la finale di Coppa del Mondo che una partita di campionato o un'amichevole".

Matthäus ricorda volentieri quei tempi che hanno conciso con il punto più alto della sua carriera, lo scudetto con l'Inter nel 1989 e il titolo mondiale con la nazionale dell'anno successivo in cui venne premiato con il Pallone d'oro. "Le nostre sfide erano dure e sentite, ma fuori dal campo parlavamo sempre cordialmente. Eravamo rivali, è vero, ma insieme abbiamo vissuto momenti molto belli.

Io sono andato alla sua partita d'addio a Buenos Aires, lui è venuto alla mia a Monaco, c'era una bella amicizia sportiva".

Paragoni con la sfida attuale 'impossibili' secondo Matthäus

L'ex capitano della nazionale tedesca non vuole nemmeno sentir parlare di paragoni tra le sfide dei suoi tempi e quella imminente, molto importante per il campionato attuale.

"Oggi non ci sono più i calciatori come me e Diego e tra quelli attuali non ammiro nessuno in particolar modo". Dell'Inter dei giorni nostri, in realtà, apprezzava un giocatore del passato più recente. "Lukaku mi piaceva all'Inter, perché era sempre in grado di fare la differenza. Lautaro o Dzeko sono sicuramente buoni giocatori, ma non sono decisivi come lui". Per quanto riguarda la prossima partita non vede una particolare favorita, ma ammette che è l'Inter (-7 da Napoli e Milan) ad aver bisogno dei tre punti. "Per l'Inter è una partita da vincere, penso comunque che lo scudetto si deciderà in una lotta a tre insieme a Milan e Napoli. La Juventus secondo me è fuori perché dovrebbe recuperare troppi punti e davanti ha troppe squadre".