L’Allianz Stadium si prepara a vivere un pomeriggio da grande classico del calcio italiano: Juventus-Inter. Un appuntamento che vale ben più dei tre punti in palio, tra rivalità storica, ambizioni di vertice e l’eterna lotta per la supremazia. A poche ore dal big match, intanto, spunta un’indiscrezione destinata a catalizzare l’attenzione di tifosi e addetti ai lavori: secondo quanto riportato su X dal giornalista Giovanni Albanese, Igor Tudor sarebbe intenzionato a mischiare le carte in attacco con una scelta che sa di scommessa. Il tecnico croato, infatti, sembrerebbe orientato a lanciare dal primo minuto Dusan Vlahovic, lasciando in panchina il centravanti titolare Jonathan David.
Una decisione che, se confermata, non sarebbe frutto di un azzardo estemporaneo, bensì della straordinaria condizione che il bomber serbo sta attraversando. I numeri parlano chiaro: cinque gol segnati nelle ultime sei partite giocate tra amichevoli, campionato e nazionale, con un crescendo di prestazioni che ne hanno certificato il ritorno ai livelli migliori.
Vlahovic dal primo minuto con la possibilità di lanciare David o Openda a gara in corso
Tudor, da sempre allenatore pragmatico e attento agli equilibri, avrebbe visto in Vlahovic la chiave per spezzare le certezze della retroguardia nerazzurra, fisica e organizzata ma non insensibile all’urto di un attaccante che può tenerla sotto pressione per buona parte della gara.
L’idea del croato potrebbe quindi essere sarebbe quella di sfruttare la forza e la generosità del classe 2000 per logorare i difensori dell’Inter, creando così le condizioni ideali per inserire nella ripresa un attaccante fresco e dinamico come Jonathan David, o addirittura puntare sulla velocità di Openda in posizione di prima punta.
Le certezze di formazione
Se l’attacco si annuncia come il terreno delle sorprese, il resto della formazione della Juventus dovrebbe seguire linee più consolidate. Tra i pali toccherà quasi certamente a Mattia Perin, ormai titolare designato in questo avvio di stagione. In difesa, il terzetto composto da Bremer, Kelly e Gatti rappresenta la soluzione più affidabile e in linea con le gerarchie stabilite da Tudor.
In mezzo al campo è confermato il duo Locatelli–Thuram, coppia solida e complementare che ha saputo dare equilibrio e qualità alla manovra juventina. Sugli esterni, le assenze hanno ristretto le possibilità di scelta: a destra dovrebbe agire nuovamente Kalulu, mentre a sinistra l’adattamento di Weston McKennie sembra destinato a ripetersi, dopo i buoni segnali che l'americano diede nella scorsa stagione in quel ruolo.
Sulla trequarti, infine, tutto lascia presagire a una conferma della coppia Yildiz–Koopmeiners: il talento turco chiamato a ispirare e a inventare, l’olandese incaricato di garantire inserimenti e capacità di collegare i reparti. Una combinazione che, almeno nelle intenzioni del tecnico, dovrebbe alimentare i rifornimenti per il terminale offensivo.