Doveva essere il mercato della svolta, quello capace di restituire alla Juventus freschezza, velocità e incisività offensiva. E invece, a quasi due mesi dall’inizio del campionato, il bilancio dei nuovi arrivi bianconeri appare desolante. La partita contro il Milan ha offerto l’ennesima conferma: i volti nuovi non stanno dando il contributo sperato, anzi, in alcuni casi sembrano ancora lontani anni luce dal ritmo e dalle esigenze della Serie A.
Juventus, l'attacco rivoluzionato non sta dando i frutti sperati
L’emblema di questa situazione è Jonathan David.
Il centravanti canadese, prelevato dal Lille per dare profondità e alternative al reparto offensivo, si sta rivelando fin qui un corpo estraneo nel gioco di Tudor. Anche ieri sera, a San Siro, il numero 30 bianconero è parso impacciato, poco partecipe alla manovra e mai realmente pericoloso sotto porta. I numeri sono impietosi: in 388 minuti complessivi, David ha realizzato appena una rete, un bottino troppo magro per un attaccante che nelle scorse stagioni era abituato a timbrare almeno 20 gol a stagione.
Non va meglio a Loïs Openda, altro nome di punta del mercato estivo. Entrato nella ripresa contro il Milan per cambiare l’inerzia del match, il belga classe 2000 ha inciso poco e male. Solo un tiro verso la porta, peraltro mal calibrato, e tanta confusione nei movimenti.
In circa 200 minuti giocati, l’ex Lipsia non ha ancora messo a referto né gol né assist, apparendo spesso spaesato e fuori contesto tattico.
Capitolo a parte merita Edon Zhegrova. L’esterno kosovaro, arrivato con grandi aspettative dopo le buone stagioni in Francia, è finora un vero e proprio oggetto misterioso. Tra problemi fisici e difficoltà di adattamento, non è riuscito a trovare spazio con continuità nella prima squadra, restando ai margini delle rotazioni di Tudor.
Joao Mario, l'unico a rispondere presente finora dei nuovi arrivi
L’unico a salvarsi, almeno parzialmente, è Joao Mario. Il terzino portoghese ex Porto ha totalizzato oltre 300 minuti in campionato e Champions, mostrando buona applicazione e garantendo un prezioso assist ai compagni.
Non un rendimento da fuoriclasse, ma sufficiente a strappare la sufficienza in un contesto dove molti dei nuovi arrivi stanno faticando a emergere.
Il problema, però, è più ampio e va oltre le singole prestazioni: la Juventus di Tudor sembra ancora lontana dall’aver integrato i nuovi innesti in un sistema di gioco coerente e produttivo. Se l’obiettivo era ringiovanire la rosa e aggiungere soluzioni offensive, per ora la missione è fallita. Serviranno tempo, pazienza e forse qualche correttivo tattico per evitare che il mercato estivo si trasformi nell’ennesima occasione sprecata.