La Juventus ha cambiato passo, e ormai non è più soltanto una sensazione. Il netto 5-0 rifilato alla Cremonese nel monday night allo Stadium è l’ennesima fotografia di una squadra che, sotto la guida di Luciano Spalletti, ha ritrovato certezze, identità e ambizione. I bianconeri stanno risalendo la classifica con continuità e, dopo l’ultima giornata, si sono portati addirittura al terzo posto, appaiati a Roma e Napoli. Un piazzamento che fino a poche settimane fa sembrava difficile anche solo da immaginare, ma che oggi racconta di una Juventus profondamente diversa rispetto a quella vista nella prima parte di stagione.
L’effetto Spalletti e una Juve che torna a correre
L’impatto di Luciano Spalletti sulla Juventus è stato evidente sin dalle prime settimane. Il tecnico toscano ha restituito alla squadra un’idea di gioco riconoscibile, basata su intensità, pressing e una gestione più moderna del possesso palla. I numeri parlano chiaro: 10 vittorie in 15 partite disputate rappresentano un ruolino di marcia che ha permesso ai bianconeri di scalare posizioni su posizioni, fino a rientrare stabilmente nella zona alta della classifica. È vero che Napoli, Milan e Inter devono ancora recuperare il match rinviato per la Supercoppa italiana, ma è altrettanto evidente come la Juventus abbia compiuto un cambio di passo che non si vedeva dai tempi di Antonio Conte.
La squadra ora gioca con maggiore sicurezza, crea di più e concede meno, mostrando una solidità mentale che era mancata in passato.
Dal quarto posto a obiettivi più ambiziosi
Alla luce di questo rendimento, anche gli obiettivi stagionali meritano di essere rivisti. Il quarto posto, che garantirebbe l’accesso alla prossima Champions League, resta il traguardo minimo, ma non è più l’unico orizzonte possibile. In una Serie A in cui le big stanno viaggiando a ritmi sostenuti, la Juventus ha dimostrato di poter reggere il confronto e, in alcune occasioni, di essere persino superiore sul piano della continuità. Resta però un aspetto da non sottovalutare: un exploit del genere, nel lungo periodo e con tanti impegni sul calendario, può fisiologicamente portare a un calo.
Proprio per questo, il lavoro di Spalletti avrebbe bisogno di essere supportato dalla società. Il mercato di gennaio, al momento, vede la Juventus ancora ferma, ma un paio di innesti mirati potrebbero rivelarsi fondamentali per mantenere alto il livello di competitività.