Il presidente dell'Inter Giuseppe Marotta ha indetto una conferenza stampa questa mattina per scendere in campo in difesa di Alessandro Bastoni, difensore nerazzurro finito al centro della polemica per la simulazione fatta ai danni di Kalulu nella gara con la Juventus e che è costata il cartellino rosso al francese. "Sono qua perché abbiamo notato che c'è stata una presa di posizione mediatica veramente smisurata rispetto a quello che è accaduto e quindi lo stesso giocatore in primis è stato oggetto di una gogna mediatica che va al di là di quello che è successo, parliamo di un giocatore di 26 anni che ha fatto più di 300 partite in Serie A".

Marotta e la difesa a Bastoni

Marotta ha poi sottolineato come Bastoni rappresenti un patrimonio rilevante non soltanto per il club nerazzurro, ma per l’intero movimento calcistico nazionale. Marotta giudica profondamente ingiuste le valutazioni di chi arriva addirittura a mettere in discussione una sua possibile convocazione con la maglia azzurra, ritenendo tali prese di posizione sproporzionate e prive di fondamento. A suo avviso, ci si trova di fronte a un errore, certamente imputabile a un giovane calciatore, ma che va inquadrato con equilibrio, ricordando che l’errore è parte integrante del percorso professionale di qualsiasi atleta.

Nel merito dell’episodio contestato, Marotta osserva come il tema della simulazione non rappresenti un fenomeno nuovo nel calcio.

Comportamenti di questo tipo, evidenzia, sono presenti da decenni nella storia del gioco e hanno riguardato anche calciatori di grande notorietà. Pertanto, pur riconoscendo che l’episodio in questione sia censurabile e probabilmente enfatizzato oltre misura, il presidente lo definisce un fatto ordinario più che eccezionale. Secondo la sua analisi, la dinamica dell’azione è stata influenzata da una serie di fattori concomitanti: il contatto con il braccio di Kalulu, il fischio immediato dell’arbitro e la conseguente concatenazione di eventi che hanno condotto a una decisione tecnica rivelatasi errata.

La richiesta di Marotta per inasprimenti di comportamenti non consoni

In conclusione, Marotta propone una riflessione di carattere generale sulla necessità di un maggiore rigore nei comportamenti.

Auspica un inasprimento delle sanzioni non solo sotto il profilo disciplinare, ma anche economico, estendendole a dirigenti, tesserati e allenatori. L’obiettivo, chiarisce, non è punitivo in senso stretto, bensì educativo: troppo spesso, osserva, si assiste a comportamenti verbali e atteggiamenti che superano i limiti della correttezza e risultano inaccettabili, come dimostrato da numerosi episodi verificatisi negli ultimi mesi.