L'ex calciatore Massimo Mauro è intervenuto ai microfoni della trasmissione Tutti Convocati e parlando di Federico Gatti, difensore della Juventus che ha segnato il gol del 3 a 3 nel big match con la Roma ha detto: "Gatti è il prossimo centravanti della squadra bianconera. Se Spalletti non lo fa giocare fa un errore enorme. Io al posto del toscano farei questo accorgimento tattico e non sto scherzando. Dico questo perché il centrale difensivo piemontese, in due minuti e mezzo di gara, ha dimostrato che cosa serve a quelli che sono arrivati da poco cosa serve per indossare la maglia della vecchia signora".

Mauro: 'Anche qualcuno che è a Torino da qualche mese dovrebbe prendere esempio da Gatti'

Ancora Mauro su Gatti: "Anzi, anche qualcuno che già si trova a Torino da qualche tempo e che forse non ha capito dove è dovrebbe prendere esempio da Federico Gatti. Poi ovviamente il centrale difensivo torinese è un calciatore che non sempre è pulito tecnicamente e che commette sbagli, però parliamo di un giocatore che ha intensità quando fa le cose in campo".

Mauro, ha poi concluso il suo pensiero uscendo dal tema Gatti e parlando più genericamente della Juventus e dei passi falsi fatti dai bianconeri in stagione: "Una grande squadra se gioca bene deve vincere, non può giocare bene a Lecce e pareggiare, giocar bene e perdere col Cagliari.

C'è qualcosa che non va se è così per una grande squadra".

Gatti, parla il papà: 'Quando era piccolo giovava come centravanti e faceva anche gol in acrobazia'

Di Gatti e della sua propensione al gol ha parlato una persona che conosce molto bene il difensore, suo padre: "Quando era piccolino inizialmente giocava proprio da centravanti. Aveva doti acrobatiche: faceva gol molto belli esteticamente" ha detto Lodovico, il papà dello stopper. "Ci vuole anche fortuna in quelle situazioni lì, in mischia e ci vuole anche l'intuito di andare nella zona giusta, di capire come verrà spizzata la palla. Una cosa che uno ha dentro".

Il papà di Gatti ha poi sottolineato quanto sia emozionante per lui vedere il proprio figlio essere decisivo in una partita di Serie A, dopo aver vissuto tanti anni nel calcio di categorie inferiori dove militava.