L'Inter di Cristian Chivu si avvicina alla conquista del ventunesimo scudetto. A sei giornate dalla fine, i nerazzurri vantano nove punti di vantaggio sul Napoli, rendendo il trionfo una questione di tempo.

La marcia trionfale e i numeri

Il successo sul Como e il pareggio del Napoli con il Parma hanno rafforzato il primato dell'Inter. Il titolo è aritmeticamente a dieci punti nelle prossime sei gare. La prima occasione per festeggiare potrebbe essere il weekend del 25-26 aprile, se vincerà con Cagliari e Torino e il Napoli non farà più di due punti nelle prossime due partite.

L'Inter di Chivu vanta il miglior attacco del campionato (75 gol), diciannove in più della seconda miglior difesa e ventisette del Napoli. Nelle ultime due sfide, nove gol (cinque alla Roma e quattro al Como). Il totale stagionale supera le cento marcature (75 in A, 17 in CL, 7 in CI, 1 in SC), con una media di 2,27 gol a partita.

Le parole di Marotta: ambizione e coraggio

Il presidente Giuseppe Marotta, al termine dell'assemblea di Lega Serie A, ha commentato: “È stata una partita bella, vinta meritatamente contro una squadra all’altezza”. Sull'ambizione ha aggiunto: “In Italia c’è paura di indicare gli obiettivi. L’Inter deve essere coraggiosa, è nel dna di un club che vuole vincere”.

Sul rigore contestato concesso al Como nel finale, Marotta ha detto: “Non era calcio di rigore, ma abbiamo vinto.

Se avesse inciso sul risultato, oggi parleremmo d’altro. Serve una riflessione sul rapporto tra Var e arbitro”.

La mentalità di Chivu e la corsa scudetto

Il tecnico Cristian Chivu, nelle recenti conferenze stampa, ha evidenziato la mentalità vincente della sua squadra e l'imperativo di mantenere alta la concentrazione. Dopo il successo contro il Genoa, aveva dichiarato: “Lo scudetto ancora non è vinto, ci sono 33 punti in palio con partite importanti. Dobbiamo continuare a marciare come in questi otto mesi tra alti e bassi ma soprattutto dando continuità a quanto di buono fatto negli ultimi due mesi e mezzo”.

In precedenza, dopo il pareggio con il Napoli, il mister aveva descritto la lotta per il titolo come una “battaglia punto a punto tra quattro o cinque squadre”, sottolineando la competitività del campionato.