Tanto tuonò, che piovve: dopo mesi di indagini serrate, nelle quali il nome di Michele Buoninconti era la costante tra le persone sospettate dell'omicidio della moglie Elena Ceste, l'uomo, vigile del fuoco di 44 anni, è stato tratto in arresto oggi, 29 gennaio 2015. Giusto ieri presso la procura di Asti era stata depositata la perizia degli specialisti, con l'esito dell'autopsia relativa al cadavere della Ceste, morta a soli 37 anni, vittima dell'ennesimo caso di femminicidio. Il suo corpo è stato abilmente occultato in un canale distante meno di due chilometri dall'abitazione di famiglia.

Difficile dire se il corpo fu sistemato lì il giorno stesso del femminicidio o successivamente. Sorprende però che sia sfuggito alle ricognizioni degli investigatori. Viene quindi il dubbio che sia stato portato in un secondo momento.

La verità su Elena Ceste secondo l'autopsia

Morte violenta: la donna è stata uccisa verosimilmente per asfissia, è questo il responso dell'esame autoptico. Non si è quindi trattato di suicidio e la depressione alla quale più volte Michele Buoninconti ha fatto riferimento non ha giocato alcun ruolo, anche perché Elena Ceste non aveva assunto nessuna sostanza particolare. Gli inquirenti hanno arrestato il marito perché secondo l'esame dei tabulati telefonici del cellulare dell'uomo il giorno 24 gennaio del 2014 Buoninconti è stato individuato prima a casa e dopo nei pressi del canale dove è stata poi ritrovata la moglie. Le celle telefoniche sono infatti diverse.



Il comportamento dell'uomo era stato strano fin dall'inizio: ad esempio una vicina di casa aveva detto che aveva trovato curioso il fatto che, cercando la donna, il marito abbia frugato nel bagagliaio dell'auto. Perché avrebbe dovuto essere lì dentro? Anche la scelta di liberarsi del cane di famiglia subito dopo la sparizione della donna non era passata inosservata: si ebbe infatti l'impressione che l'uomo temesse che Gandalf, questo il nome dell'animale di affezione, potesse percepire l'odore della padrona e contribuire così in misura decisiva al suo ritrovamento. L'ordine di arresto è stato spiccato dal giudice per le indagini preliminari di Asti dr. Giacomo Marson, su istanza del pubblico ministero dottoressa Laura Deodato. Michele Buoninconti ha sempre tenacemente sostenuto la sua innocenza ma la sua posizione si sta aggravando. Tra i possibili moventi dell'omicidio c'è sicuramente la gelosia in quanto chi lo conosce bene lo descrive come una persona particolarmente gelosa.