Clamorosa sentenza del Tar di Palermo che ha bloccato la realizzazione del Muos, il sistema di comunicazioni satellitari che è in avanzata fase di costruzione a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, da parte della marina militare statunitense. I giudici amministrativi siciliani hanno così accolto il ricorso presentato da Legambiente e dello stesso comune di Niscemi, riconoscendo il Muos "Nocivo per la salute dei cittadini".

Il Muos: lo studio dell'Iss e il movimento No Muos

La realizzazione del Muos da parte della marina Usa nel territorio del comune di Niscemi è stata fin dal suo inizio, nel 2008, oggetto di forte opposizione da parte delle associazioni ambientaliste, tra cui Legambiente, e degli stessi amministratori locali, che si sono fatti portavoce delle contestazioni dei cittadini residenti aggregatisi in un movimento di protesta sotto la sigla No Muos.

Le battaglie dei No Muos hanno presto raccolto adesioni anche da analoghi movimenti che si oppongono alla realizzazione di opere giudicate inutili, se non dannose, come i No Tav della Valle Susa e i No Dal Molin di Vicenza.

Lo stesso governo regionale, presieduto da Crocetta, fece bloccare i lavori revocando, il 29 marzo 2013, le autorizzazioni e richiedendo uno studio dell'Iss, l'Istituto Superiore di Sanità, che verificasse il reale impatto ambientale del Muos sulla salute dei cittadini. Il richiesto studio dell'Iss arrivò in breve tempo, certificando l'assenza di rischio che convinse Crocetta a revocare, il 23 luglio 2013, la precedente revoca delle autorizzazioni. Contro quest'ultimo provvedimento, Legambiente e il comune di Niscemi hanno opposto il ricorso che è stato accolto dal Tar di Palermo, ottenendo un nuovo blocco dei lavori.

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Il Muos: la sentenza del Tar di Palermo.

La sentenza odierna del Tar di Palermo, sfavorevole alla realizzazione del Muos, si basa proprio sullo studio dell'Iss che, si legge "non fu condiviso unanimemente da tutti i componenti del gruppo di lavoro". In particolare, non condivisero le conclusioni proprio i due rappresentanti del territorio, designati dalla Regione Sicilia. Questi ritennero opportuno redigere una propria autonoma relazione, allegata allo studio dell'Iss, nella quale si obiettava la mancata indagine della "reale dimensione del rischio per la salute". Sulla base dei dubbi espressi, il Tar ha nominato un proprio tecnico incaricato di approfondire ed integrare lo studio dell'Iss, riconosciuto "non esaustivo" e "basato su procedure di calcolo semplificate". Il destino del Muos in terra siciliana sembra ora segnato, con la vittoria delle associazioni ambientaliste e territoriali che da sempre si sono apposte alla loro realizzazione. Vittoria che equivale ad una iniezione di fiducia per i movimenti che combattono analoghe battaglie all'estremità opposta della penisola.