Alba è una città piemontese in provincia di Cuneo, diventata famosa soprattutto per essere la sede dell'azienda Ferrero, che da decenni regala lecconerie per la colazione e lo spuntino di grandi e piccini. Merendine, barrette di cioccolato, ma soprattutto lei, la cioccolata spalmabile per eccellenza: la Nutella. Un mito iniziato negli anni '60 (proprio nell'aprile dello scorso anno ha compiuto i 50 anni di vita) e creata da un'intuizione di Michele Ferrero, spentosi lo scorso 14 febbraio alla veneranda età di 89 anni.

Ieri la sua città natale e capitale della crema spalmabile dolce più venduta e imitata al mondo, Alba appunto, gli ha dato il suo estremo e caloroso saluto.

Perché Michele Ferrero non era solo un grande imprenditore, ma anche una persona di cuore, che non conosceva termini come Cassa integrazione e delocalizzazione e che, nella sola cittadina cuneese, dava lavoro a 10mila persone, tra fabbrica e indotto.

I dubbi sul futuro

Ora l'azienda passa nelle mani del figlio, Giovanni, amministratore delegato della Ferrero da cinque anni. Ma una naturale ansia pervade gli estimatori dei loro prodotti? Cosa succederà ora che il Patron Michele non c'è più? La qualità resterà la stessa? L'azienda finirà in mani estere? Un dubbio lecito. Del resto, come vedremo, è già successo a molti marchi molto importanti.

L'erede Giovanni assicura dipendenti e consumatori: "Ferrero non è, né sarà in vendita, se non per i suoi consumatori". Speriamo sia così per anni e anni ancora, quando anche il figlio Giovanni dovrà lasciare lo scettro.

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Del resto lo spettro di un passaggio in mani straniere, specie in multinazionali quali Mars e Nestlè, è sempre dietro l'angolo. Basta solo annoverare la miriade di aziende nel campo alimentare finite in mani francesi: Parmalat, Invernizzi, Galbani, Locatelli e Cademartori, finite tutte in mano alla francese Lactasis. Abbiamo perso per mani russe, svizzere, turche e quant'altro, anche la Gancia, la Fiorucci, la Star, Ar alimentari, il Chianti, Buitoni, Perugina, Pernigotti. E questo per fermarci solo a quel settore. Infatti abbiamo perso molto terreno anche nell'abbigliamento e nei centri commerciali.

Ma siamo sicuri che i Ferrero difenderanno la propria creatura dai moderni Conquistadores stranieri. E continueranno a regalarci ottimi prodotti come fanno da oltre mezzo secolo. Intanto non pensiamoci, ricordiamo il grande Michele Ferrero spalmandoci un bel po' di Nutella su una fetta di pane. Da lassù lo faremo sicuramente felice.