Giovedì 26 febbraio, il pubblico ministero Letizia Ruggeri ha concluso le indagini preliminari su Massimo Bossetti, l'uomo indagato per l'omicidio della 13enne Yara Gambirasio. L'unico sospettato, che si trovava in carcere da oltre 8 mesi, è stato avvisato dal suo legale Claudio Salvagni: per lui si prospetta l'ergastolo.

L'uomo, che era già stato incastrato grazie alla prova del Dna ritrovato sui leggins di Yara, è stato definitivamente condannato per omicidio volontario aggravato e calunnia ai danni di un suo collega. Due le aggravanti contestate per il reato di omicidio: quella di aver approfittato di circostanze di tempo, luogo e persona, e quella di aver agito con crudeltà adoperando sevizie.

Nella sera del 26 novembre 2010, infatti, l'assassino aveva approfittato dell'ora notturna e del luogo isolato per perpetrare il suo delitto. Forte anche della grande differenza d'età, l'uomo colpì Yara con una pietra e poi l'accoltellò per sei volte, lasciandola morire di stenti e dissanguamento nel campo di Chignolo d'Isola. Non furono soltanto i colpi inflitti alla trachea, alle braccia e alla schiena a determinare la morte di Yara: responsabile fu anche l'abbandono della 13enne in un luogo completamente aperto e privo di qualsiasi riparo dalle gelide temperature di quella notte. 

Bossetti, inoltre, è stato condannato anche per le calunnie ai danni di un suo collega di lavoro. Durante gli interrogatori, infatti, l'assassino aveva cercato di sviare le indagini allontanando i sospetti da sé e accusando, invece, Massimo Maggioni.

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L'uomo, che come lui lavorava nel cantiere di Palazzago, è stato indicato da Bossetti come probabile responsabile dell'omicidio, ma lo stratagemma non ha funzionato a lungo.   

Per lui, adesso, si prevede l'ergastolo. Il colpevole, che era già a conoscenza della cosa, si era lasciato scappare alcune dichiarazioni ambigue pochi giorni fa: 'Rischierò pure l'ergastolo, ma se non confesso lo faccio per la mia famiglia'. Queste parole, che appaiono come una parziale ammissione della colpa, sono state utilizzate dall'accusa per concludere definitivamente il caso.