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L'ultima follia dell'Isis prende ancora una volta di mira i bambini: ormai ci siamo abituati a questo tipo di violenza 'vigliacca' messa in atto dai miliziani dello Stato islamico, anche nei confronti delle donne, schiavizzate e 'usate' come 'merce di scambio sessuale'. 
Questa volta il video diffuso dall'organizzazione jihadista ci fa vedere l'addestramento di bambini nell'arte della guerra: il documento ci mostra il 'percorso formativo' di giovanissimi 'guerrieri' che compiono esercizi durissimi per la loro tenera età. Una 'folle scuola di guerra' dove si colpiscono mattoni con la testa, dove viene insegnato a strisciare sul terreno e dove si viene addestrati, soprattutto, a diventare dei 'futuri martiri della Jihad'. Sì, perchè questa sarà la 'fine' della maggior parte di questi ragazzi che diventeranno dei 'kamikaze', pronti a morire come 'martiri' nel nome dei demonici progetti espansionistici dell'Isis. Una sorta di lavaggio del cervello a favore della causa islamica.

Ultime notizie Isis: 'gabbia della morte' per bambini addestrati a divenire 'kamikaze'

Nel video si vedono questi bambini, incappucciati, mentre combattono tra loro in un 'recinto' che potremmo tranquillamente paragonare ad una vera e propria 'gabbia della morte': combattimenti a 'mani nude' ma anche addestramento con i fucili in una sorta di tortura psicologica che convinca loro che il fine dell'esercito jihadista è quello di formare uomini 'veri', che sappiano imporsi dal punto di vista morale e sociale. 
Quello che si vede nel video è soprattutto una sorta di 'spot pubblicitario' contro l'Occidente, un messaggio intimidatorio che vuol lasciare intendere come le mire espansionistiche del Califfato siano infinite e in continuo rafforzamento. 
L'obiettivo primario dell'Isis è quello di potenziare il proprio esercito: l'allarme è stato lanciato dal Direttore del Centro Sicurezza e studi Intelligence della Buckingham University, Anthony Glees. In un'intervista concessa al 'Sunday People', Glees sottolinea il tentativo dell'Isis di inculcare nelle menti di questi giovani bambini l'importanza della causa jihadista, come occasione di riscatto morale e sociale.