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I magistrati che indagano sul decesso di Domenico Maurantonio sembrano essersi orientati sul convincimento che il giovane sia rimasto vittima di un tragico incidente, cadendo dal quinto piano del "Leonardo Da Vinci" di Milano senza responsabilità addebitabili a terzi.

L'improbabile suicidio

Domenico Maurantonio, 19 anni, era un tranquillo studente del liceo Nievo di Padova che si trovava in gita scolastica per fare visita all'Expo a Milano. Era atteso a breve dagli esami di maturità. Fidanzato da tempo, non aveva apparentemente motivo per commettere insani gesti. La pista del suicidio non può tuttavia essere completamente esclusa, anche se i genitori hanno più volte ribadito che non è minimamente da tenere in considerazione.

Intercettazioni senza esito

Il Gazzettino.it scrive che i compagni di scuola di Domenico Maurantonio sono stati intercettati per tre settimane. Gli inquirenti hanno a lungo sperato di trovare l'indizio giusto in una conversazione o in una chat (c'era anche un gruppo WhatsApp della classe). Aveva sollevato perplessità il fatto che nessuno ha sentito Domenico uscire dalla camera quella notte. Il ragazzo ad un certo punto è uscito senza scarpe, senza cellulare e senza occhiali. La porta della camera era vicina a quella del bagno e quindi c'è chi pensa che Domenico Maurantonio, che aveva problemi di stomaco come dimostrano le feci trovate nel corridoio, possa avere confuso una porta per un'altra, visto che aveva bevuto un po'.

Avrebbe sostenuto gli esami di maturità

Quello che chi segue questo caso non riesce a capire è perché, una volta resosi conto di trovarsi nel corridoio, non ha cercato di rientrare nella stanza bussando.

Le indagini intanto proseguono. I compagni di scuola del giovane patavino devono affrontare una prova importante come gli esami di maturità. Domenico era stato ammesso con buoni voti, anche in comportamento. Si era recato a Milano con grande curiosità per l'Expo ma quella che avrebbe dovuto essere una gita scolastica come tante altre si è trasformata in una tragedia dai contorni ancora tutti da mettere a fuoco.

Al 20 giugno 2015 agli investigatori serve ancora tempo per trovare la corretta chiave interpretativa di quanto accaduto. La domanda principale resta questa: perché Domenico era sul davanzale?