Numerosi gli scontri in corrispondenza del valico situato presso la cittadina di Horgos, davanti al muro creato al confine con la Serbia. I migranti, spazientiti dai poliziotti, hanno cercato di smantellare tratti di filo spinato, lanciando sassi contro le guardie di confine.

Nel clima di tensione che da domenica notte si è venuto a creare con l’entrata in vigore della nuova normativa anti immigrati che ha già visto l’arresto in Ungheria di 316 persone, i migranti hanno cercato di coprire il filo spinato con coperte per poi tirarle cercando di portarlo a terra.

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La polizia magiara ha rafforzato il presidio indossando tenute antisommossa.

I numeri greci

Attraverso la Grecia, nelle ultime 24 ore, sono transitati circa 5.000 i migranti che, da qui, hanno fatto ingresso in Macedonia.

La Guardia costiera greca durante alcune operazioni di salvataggio ha però bloccato 19 barconi che stavano per salpare dalla limitrofa Turchia per raggiungere le isole dell’Egeo. Le autorità greche precisano che centinaia di altri migranti sono, invece, riusciti a raggiungere le rive senza essere fermati.

La Grecia, intanto, con i servizi di accoglienza oramai in estrema difficoltà, in seguito al provvedimento tedesco di rafforzare i controlli alla frontiera con l’Austria, teme che le migliaia di persone che vogliono raggiungere la Germania e, da qui, gli altri paesi del Nord dell’Europa, possano restare bloccate. Il premier ad interim Thanou, da Lesbo, una delle isole di approdo di centinaia di migranti, ha detto che i due "hotspot" che saranno finanziati dalla UE, saranno presto realizzati nella regione di Atene e a Salonicco.

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Proprio in quei momenti, la guardia costiera greca stava recuperando i corpi di 34 persone (di cui 15 bambini) frutto dell’ennesimo naufragio.

Al confine ungherese

A fronte dei 316 arresti effettuati, in Ungheria i profughi che hanno presentato domanda di asilo, ad oggi sono stati solo 70 (di questi, 40 hanno già visto l’istanza rigettata). Nelle vicinanze di Horgos,al confine con l'Ungheria, intanto, sono ancora migliaia i profughi bloccati in territorio serbo, di fronte alla barriera di filo spinato realizzata dalle autorità magiare. Ieri alcuni di essi avevano accettato di passare la notte al riparo nel centro di prima accoglienza di Kanjiza, altri hanno dormito sulla nuda terra o sotto le minuscole tende montate vicino alla strada, iniziando uno sciopero della fame in segno di protesta per il blocco delle frontiere.

Il ministro dell’interno serbo Stefanovic che ieri era sul posto, ha promesso che oggi avrebbe interpellato le autorità magiare per cercare di sbloccare la situazione. E così, mentre queste persone si son trovate intrappolate lungo la via più battuta degli ultimi periodi, altre stanno già cercando itinerari alternativi, ad esempio passando per la Croazia.

Qui, il premier Milanovic si è detto sicuro di poter “accogliere e orientare queste persone verso i paesi dove vogliono andare, la Germania o i paesi scandinavi”.

Le decisioni dell’UE

L’attuale presidente lussemburghese del Consiglio dell'Unione Europea ha convocato un incontro straordinario per gli affari interni per il prossimo 22 settembre. Ci si augura che in quell’occasione si possa approvare in via definitiva la decisione sul meccanismo per il ricollocamento di 120 mila profughi. Nel frattempo, la cancelliera tedesca Merkel ha chiesto un vertice straordinario dell'UE per la prossima settimana e la realizzazione di hotspot sia in Italia che in Grecia.