Ancora lontana la soluzione del caso di Guerrina Piscaglia, la cinquantenne casalinga di Cà Raffaello scomparsa il primo maggio di un anno fa. Padre Gratien, il religioso congolese sospettato di avere assassinato la donna, è stato rinviato a giudizio dal gip Piergiorgio Ponticelli. La prima udienza del processo è prevista per il 4 dicembre; le ultime news si concentrano proprio sul prete africano. Emerge infatti un altro indizio che potrebbe inchiodare Padre Gratien Alabi, il quale, comunque, continua a proclamare la sua innocenza. Ma vediamo tutti i dettagli delle ultime indiscrezioni sul caso di Guerrina Piscaglia

Guerrina Piscaglia, il disegno di una bara inchioda Gratien?

Padre Gratien fu arrestato lo scorso 23 aprile, giorno in cui vennero sequestrati anche i suoi appunti.

Tra queste carte segrete è stato ritrovato anche uno strano disegno, che sta alimentando i sospetti degli inquirenti: si vede infatti un contenitore molto simile ad una bara, nel quale è rinchiusa una persona. Il quotidiano "Il Corriere di Arezzo", che sta seguendo passo per passo gli sviluppi sul caso di Cà Raffaello, ha pubblicato in esclusiva la foto del disegno, che potrebbe compromettere ulteriormente la posizione di Padre Gratien Alabi. In quello schizzo, infatti, potrebbe essere raffigurata Guerrina Piscaglia, anche se tale tesi non è stata ancora confermata ufficialmente dagli inquirenti. Tra gli appunti è emersa anche una frase molto sospetta: "Questo amore mi a bruciato le ossa", che potrebbe riferirsi alla relazione intrattenuta dal prete congolese con la casalinga cinquantenne.

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Da notare il verbo scritto senza l'acca, che denota la non perfetta conoscenza della lingua italiana da parte di Padre Gratien Alabi. Intanto, l'avvocato Francesco Zacheo dovrà decidere se fare processare il suo assistito con il rito abbreviato o con quello ordinario. Secondo le ultime indiscrezioni, il legale dovrebbe scegliere la prima opzione, ma ancora non c'è nulla di certo. Infine, occorre ricordare che Gratien ha ricevuto in carcere in carcere la visita di suo cugino, venuto direttamente dal Congo, che crede fermamente nella sua innocenza.