E' prevista per mercoledì 4 novembre 2015 la sentenza del processo penale che vede imputato il 45enne vigile del fuoco Michele Buoninconti, marito di Elena Ceste, 37enne casalinga morta in circostanze non ancora chiare. Per gli avvocati di Buoninconti, la moglie è scappata di casa nuda e senza occhiali, vittima di misteriosi problemi di natura psicologica, ed è morta accidentalmente, probabilmente scivolando nel canale del Rio Mersa.

La gelosia

Per questi motivi il legale Marazzita chiede che Buoninconti sia assolto dalle accuse che gli sono mosse e domani sapremo se la richiesta sarà accolta. I tragici fatti sono risalenti all'ormai lontano 24 gennaio 2014.

La pubblica accusa non crede a questa ricostruzione. Secondo la Procura di Asti a commettere il femminicidio è stato Michele Buoninconti, uomo da tutti descritto come molto geloso, in quanto sapeva che la donna aveva conosciuto alcuni uomini tramite facebook e ritrovato qualche vecchio compagno dei tempi della scuola. L'uomo sospettava dunque dei tradimenti.

Era nuda

Durante le lunghe e laboriose indagini ci si è a lungo chiesti per quale motivo Elena Ceste fosse nuda e si era inizialmente ipotizzato anche il coinvolgimento di un maniaco. Per i PM, il marito della Ceste Michele Buoninconti, in quanto vigile del fuoco, poteva essere a conoscenza del fatto che un cadavere privo di abiti potesse essere destinato alla distruzione quasi totale dall'azione degli agenti atmosferici. Buoninconti ha presentato ricorso contro la perdita della patria potestà sui figli, che al momento sono stati affidati ai nonni materni e dunque accolti nella loro casa.

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Esito incerto

La condanna di Buoninconti non appare scontata, in quanto la difesa fa notare che l'uomo non avrebbe avuto il tempo materiale, tra le 8:25 e le 8:47, per uccidere la moglie, recarsi nella zona del Rio Mersa, a poco meno di un chilometro da casa e nascondere il corpo con perizia. A ben guardare, ciò che sembra mancare per arrivare alla condanna di Buoninconti sarebbe una prova chiara della sua colpevolezza. L'uomo continua intanto a dichiararsi estraneo ai fatti contestati e fino a condanna definitiva deve essere considerato non colpevole. Per restare informati sulle novità del caso Elena Ceste potete cliccare sul pulsante "segui" vicino al mio nome in alto.