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Sembrava essere tornata la tranquillità intorno al monumento che era diventato il simbolo delle giovani vittime portate via dal terrorismo dell'Isis. Una giornata normale che, seppur nel coprifuoco degli ultimi avvenimenti, in tanti hanno continuato ad avvicinarsi al simbolo di Place de la République circondandolo di fiori e candele al fine di mantenere vivo il ricordo di quelle inutili morti. Morti che hanno risvegliato le coscienze del popolo francese che non vuole sentirsi segregato dallo stato d'emergenza proclamato in Francia dal Presidente Hollande il 13 novembre, e sembra essere un pomeriggio tranquillo prima delle 15:00, sereno e di raccoglimento, concentrato nei dialoghi sul summit diretto alle problematiche climatiche che il mondo consumista ha da tempo innescato e diretto verso la sua totale rovina.

Cosa succede a Parigi

Inizia l'incontro tra i leader dei 28 Paesi per la conferenza ONU sul clima (Cop21 di #Parigi), dove sono attesi 152 capi di Stato e di Governo per portare concrete risoluzioni, 'ultimo tentativo' per salvaguardarci da questo elemento impazzito che inesorabilmente trasforma lo scenario del pianeta. Sembrerebbe deciso che, l'ultimo 'esperimento' sia quello di diminuire le immissioni di calore nell'atmosfera di almeno 2 gradi entro il 2050. Tutto questo tempo (35 anni), non convince i molti scienziati che lo ritengono tardivo e inutile ai fini di una risoluzione immediata del problema. Come affermano (allo Science symposium on climate), andrebbero messi in atto argomenti di impatto immediato per la conservazione del pianeta a partire dall'eliminazione dei combustibili fossili, l'interruzione della deforestazione, il sostegno e l'investimento all'uso di energie rinnovabili.

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Il perché delle discordie

Gli ambientalisti hanno voluto esprimere la loro mancata partecipazione decidendo di posare centinaia di scarpe nei pressi del monumento di Place de la Republique. Il Segretario generale ONU Ban Ki-moon ha posto a terra le sue, come Papa Francesco che malgrado la sua assenza le ha fatte inviare per sostenere 'la manifestazione dell'attesa'. Purtroppo è stato inutile il gesto silenzioso che sembrava aver messo in accordo i parigini; un gruppo di manifestanti s'è riunito per protestare contro il no distruggendo i messaggi di pace di chi, insieme al gesto simbolico delle scarpe ha lasciato il proprio pensiero in piazza in onore delle vittime del terrorismo.

Un insulto alla decisione di Hollande rivolta a salvaguardare il summit ONU sul clima che ha fatto scattare le rappresaglie della polizia nel tentativo di rimettere ordine alla sommossa. Dimostrazione che i parigini vogliono conservare diritto e la libertà di pensiero; ma lo hanno fatto distruggendo la manifestazione delle scarpe silenziose per dire che non ci sono regole capaci di fermarli.

Azioni e reazioni

Il sistema sembra destinato al compimento di azioni che lasciano dubbi su cosa realmente voglia esprimere, lasciando rabbia e risentimento forse alla mancata vendetta che non ha messo pace alla notte di terrore che ha portato via 130 persone. Il gesto del silenzio ha fatto volare via le scarpe messe in triste posa davanti al monumento de la Republique, simbolo di quegli uomini scalzi che richiamano i potenti a una decisione globale che porti soluzioni a salvaguardia dell'ambiente. E solo così dimostrano orgogliosi un messaggio preoccupante per quello che sta accadendo nel mondo, non rassegnandosi alla sconfitta che la natura sta riservando e che fa notare in ogni suo disgraziato evento, avvertendo da anni, che il limite è arrivato.  #Tutela ambientale #cronaca nera