Nei momenti di terrore di ieri sera, anche i social network hanno avuto il loro ruolo. C'era chi scriveva dall'interno del Bataclan per chiedere aiuto e chi, sullo stesso social network, confermava di stare bene. Safety check, che aveva fatto il suo esordio durante il terremoto in Nepal, si conferma uno strumento utile per chi vuole tranquillizzare i proprio cari e per chi vuole essere certo che un parente oppure un amico non sia in pericolo.

Però, al di là delle funzioni di Facebook, il social network che ha saputo aiutare ieri è stato Twitter con l'hashtag #PorteOuverte che ha permesso a chi si trovava per strada - e quindi in pericolo, dato che è stato fin da subito difficile capire quanti terroristi fossero in giro, pronti a seminare terrore - di trovare un riparo.

Non a casa di amici ma a casa di chi ha voluto, per l'appunto, aprire le porte di casa sue e accogliere, o meglio mettere al sicuro, chi si trovava lontano da casa. Ieri sera l'hashtag della solidarietà è stato twittato ben 90mila volte e sfruttato anche per diffondere i numeri di ambasciate e simili.

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