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All'ospedale Brotzu di Cagliari si vedono costretti a interrompere la lunga lista d'attesa dei pazienti, che aspettano un trapianto di organo per ritornare alla normalità di una vita desiderata, facendogli sfuggire l'occasione tanto attesa per colpa di un sistema sanitario malato che impedisce le assunzioni obbligatorie che servono per risanare il dissesto creato: un caso che va avanti da anni. Il coordinatore dell'equipe dell'ospedale Brotzu Ugo Storelli, si vede obbligato da una legge europea e imposta infine dalla Regione, a contenere gli orari di lavoro limitandoli a turni che non superano le dodici ore e cinquanta, dopo undici ore effettive di riposo.

Questo rende difficile proseguire nell'intento di curare le persone da chi ha l'obbligo giuridico di farlo e che poi, allo scopo, è retribuito. La legge invece che salvare i malati sembrerebbe metterli in difficoltà, se consideriamo che all'arrivo di un'urgenza non si potrà intervenire con troppi straordinari oltre l'orario di lavoro: è questo che sta accadendo all'equipe del dottor Frongia, nel rispetto della legge europea che in questo modo ostacola il bene dei suoi pazienti.

Si spengono le luci

Quindi le luminose e costose scialitiche della sala operatoria restano spente perché i turni sono compiuti e il personale è carente. Cosa potrebbe dire il ministro della Sanità Beatrice Lorenzin all'evidenza dei fatti che hanno visto, qualche giorno fa, l'obbligo di spedire a Torino i reni espiantati privando i 'fortunati' in attesa di 'donazione'? Mauro Frongia è il chirurgo che interviene nei trapianti d'organo al Brotzu, il più importante ospedale della Sardegna, e una settimana fa ha lavorato intensamente per trapiantare gli organi nel corpo dei riceventi.

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Purtroppo poi sono stati costretti a organizzare voli di emergenza per donare ad altre città i reni espiantati, in ultimo Torino. Certo, dice Storelli, gli organi sono stati comunque impiantati, ma se ogni volta si devono trasferire altrove a cosa servono le liste d'attesa imposte dalla Regione? E siamo comunque obbligati a ubbidire a queste regole sui turni di lavoro perché le multe sono salate, e si rischia di essere processati per aver superato le ore di straordinari.

I viaggi della speranza perduta

Ogni anno al Brotzu si operano in media 50 persone, ma adesso i trapianti rischiano di fermarsi bruscamente prospettando ancora una volta, come un tempo, i lunghi e drammatici viaggi della speranza di chi in Sardegna aveva trovato una seppur piccola possibilità di vita. Si chiede quindi che i trapianti vengano esclusi dall'obbligatorietà delle ore di lavoro, nella considerazione che rientrano in quel tipo di urgenza che non può essere rimandata come un qualsiasi altro intervento. Adesso l'unico auspicio è riposto verso il decreto di stabilità che sembrerebbe prospettare nuove riforme volte all'inserimento nella sanità di personale medico, infermieristico e ausiliare dando alle Regioni l'impegno, entro febbraio, di individuare il fabbisogno del personale necessario a coprire i turni di lavoro ospedaliero 24 ore su 24.

L'unica incognita che sembra prospettarsi all'inserimento di nuovo 'ossigeno lavorativo' agli ospedali, è quello della probabile sanzione da parte dell'Unione Europea che potrebbe scattare in futuro per una eccessiva spesa di soldi per aver aggiunto del personale.