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Mentre gli avvocati difensori del carpentiere di Mapello Massimo Bossetti, attualmente in carcere perché accusato di avere ucciso Yara Gambirasio, si dichiarano decisi a chiedere una perizia sul codice genetico rinvenuto sul cadavere, i giudici intendono fare luce su un particolare della "vita carceraria" di Bossetti. L'uomo avrebbe spedito alcune lettere a una donna, di nome Gina. In queste missive sarebbero presenti contenuti piuttosto forti con riferimenti sessuali in qualche modo riconducibili alla presunta attività di ricerca tramite computer di pagine dal contenuto pornografico.

Evidentemente i giudici si propongono di capire meglio la reale personalità di Bossetti. Nelle prossime settimane ne sapremo di più.

Brembilla

Ancora colpi di scena da segnalare durante il processo a Massimo Bossetti per la morte violenta di Yara Gambirasio.

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Nelle scorse settimane, mentre veniva interrogato Walter Brembilla, il giudice che presiedeva la Corte d'Assise di Bergamo ha deciso di sospendere l'esame. Brembilla è il custode del complesso sportivo dove Yara Gambirasio era solita allenarsi. Sembra che Brembilla, che ha testimoniato in quattro occasioni, abbia dato versioni differenti: ora l'uomo dice di essere stato sotto pressione, in quanto temeva di essere accusato di qualcosa che non aveva fatto, visto il lavoro che svolgeva, che lo portava a vedere spesso le ragazzine della palestra. Al momento è difficile dire se tali contraddizioni palesate da Brembilla avranno un rilievo nel processo a Massimo Bossetti.

Ginnasta

Brembilla ha spiegato di essersi recato quel pomeriggio a prendere un ragazzo alla stazione con il furgone e di essere rientrato intorno alle 17:10.

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La giovane, morta a soli 13 anni, era una grande appassionata di ginnastica ed era tenuta in grande considerazione dai suoi insegnanti. Yara Gambirasio brillava anche a scuola. Massimo Giuseppe Bossetti continua a proclamarsi innocente. Ad incastrarlo è stato il Dna trovato sugli indumenti di Yara Gambirasio: tuttavia, tale esame è stato ripetutamente contestato dai suoi legali, che non lo reputano attendibile. 

Presunzione di innocenza

Massimo Bossetti è difeso anche dalla moglie Marita Comi, che nel corso di alcune interviste televisive ha spiegato di considerare il marito incapace di compiere un crimine tanto efferato. L'uomo fu arrestato mentre era al lavoro in un cantiere edile. Ha avuto diversi problemi nell'inserimento nella vita carceraria anche per l'ostilità mostrata dagli altri detenuti. Dobbiamo considerare Massimo Bossetti innocente finché non sarà condannato in via definitiva ma questo processo sembra destinato a riservare altre sorprese. Per restare aggiornati vi invitiamo a cliccare sul pulsante "segui" vicino al nome dell'autore in alto.