Sono passati otto anni dalla morte del fratello dopo un fermo e Lucia Uva continua a combattere per una risposta e per un'abbondante dose di giustizia. In questi anni Lucia si è avvicinata a persone come Ilaria Cucchi, anche lei costretta a superare la morte del fratello Stefano dopo essere passato per caserma e carcere. Lucia e Ilaria non sono sole: per raccontare i loro casi due anni fa è nata Acad, associazione contro gli abusi in divisa. L'associazione riunisce i familiari di chi è morto in circostanze non chiare, dopo l'incontro con le forze dell'ordine a partire da Aldo Bianzino, prelevato nella sua campagna umbra, fino a Riccardo Magherini, morto nella sua Firenze.

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Continuerà la sua battaglia, Lucia Uva, così come stanno facendo le famiglie riunite in Acad. Ieri, quando la Corte D'Assise ha assolto gli otto uomini delle forze dell'ordine, dalla famiglia Uva è salito un grido: "Maledetti!". Lucia, dopo la sentenza, ha cambiato la sua t-shirt da "aspetto giustizia" in "assolti perché il fatto non sussiste".